AFRICA (R.C.A.)

Per seguire gli aggiornamenti aprire le diverse sotto – pagine che riguardano la situazione in Repubblica Centrafricana dal dicembre 2013 fino a Agosto  2018

che potete trovare in sequenza anche più sotto

 

     REPUBBLICA CENTRAFRICANA
  mappa8.jpgLa Repubblica  Centrafricana è detta “le pays enclave” ossia “il paese chiuso” nel cuore del continente africano, senza sbocchi al mare (il porto più vicino è Douala a 1.200 km nel Camerun)
Confini: confina a Nord con il Ciad, a Nord-Est con il Sudan, a  Sud con il Congo e con la Repubblica Democratica del Congo, a Ovest con il Cameroun  
Superficie: di 622.984 kmq (2 volte l’Italia)       
Popolazione: 4.616.000 abitanti (stima 2013, cioè precedentemente alla     guerra in corso ormai proprio da quell’anno – vedi: dal 7/12/2013   
Capitale: Bangui  (circa 600.000 ab.)       
Città principali: Berbérati (76.000 ab.)  Carnot (45.000 ab.) Bambari (40.000 ab.) Bouar (40.000 ab.) Bossangoa (36.000 ab.)
Moneta: come tutti i Paese “francofoni” – assoggettati al colonialismo     francese il Franco C.F.A.  (€ 655,96) 
Lingua: Francese (ufficiale imposta dal colonialismo), lingua nazionale Sango (anch’essa imposta perché dialetto prevalente all’epoca colonialista).
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Bandiera Repubblica Centroafricana
Questa bandiera dai molteplici colori è nata nel 1958 alcuni anni prima dell’indipendenza.  
Si compone da quattro bande orizzontali, blu, bianca, verde e gialla, attraversate da una rossa. I colori sono tratti dalla bandiera francese, di cui era colonia, e dalla bandiera panafricana.
                                    
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Clima: Il Centrafrica ha un clima tropicale, con l’eccezione degli altipiani occidentali generalmente più freschi. Le stagioni sono due: la stagione secca e quella delle piogge. Le piogge durano cinque-sei mesi, da fine aprile ad ottobre. Nella zona meridionale sono più abbondanti soprattutto di notte da aprile a novembre. Durante la  stagione secca il Paese è spazzato dall’harmattan, un polveroso vento secco che arriva dal Sahara.
ct.gifBacini: Bacino dello Chari a nord con i fiumi Ouham, Pendè, Bar-Aouk.
Bacino dell’Oubangui a sud con i fiumi Mbomou, Kotto, Sangha e Lobaye          
Massicci montuosi: 
Nord ovest: Massiccio del Bakorè raggiunge i 1242m di altitudine. Massiccio del Yadè con il monte Ngaoui 1420m. E’ la regione che comprende Baboua, Bouar, Bocaranga.  
Nord est: Massiccio del Dar Challa con il monte Toussoro 1330m, più a sud il Massiccio del Bongo che sorpassa gli 880m.
La fauna selvatica è ricca e ha permesso la creazione di numerosi parchi e riserve. Tra i più famosi: il Parco Manovo-Gounda-Saint Floris che offre nella stagione secca una delle maggiori concentrazioni di ippopotami del mondo; il Parco Bamingui-Bangoran  a nord; e il Parco Dzanga-Sangha a sud-ovest. 
Vegetazione: Il Paese è ricco di grandi risorse naturali. Al variare della condizioni  climatiche corrispondono diversi tipi di flora: savana erbosa al nord, savana boscosa al centro e folte foreste nel sud.
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 Gruppi etnici: Baya 33%, Banda 27%, Mandjia 21%, Sara 10%, Mboum 7%, M’baka 4%, Yakoed Ubangi 2% ed altre minoranze.

….. e ora spieghiamo perché siamo così attenti proprio al Centrafrica!

Considerando che i nostri primi progetti sono partiti da quella parte di AFRICA che è il suo cuore: la Repubblica Centrafricana, è naturale che il nostro interesse sia rivolto a questo povero Stato che, durante questi ultimi quattro anni, ha subito una vera e propria catastrofe. Oltre a leggere nelle pagine segnalate per gli aggiornamenti, vi invitiamo a vedere le foto che documentano i nostri interventi nella diocesi di Bouar, esattamente a Bocaranga, sia nell’Ospedale Statale Roberto Molinari, sia nel Centro per recupero disabili dedicato a Flavio. Successivamente è stato avviato il sostegno a Bangui (la Capitale) per una trentina di bimbi orfani o figli di profughi, seguiti inizialmente da p. Dorino Livraghi ed è stata anche finanziata la copertura di tre aule alla Scuola P. Pio di Berberati. Ita Kwe Flavio Quell’Oller Onlus è intervenuta anche a livello di sostegno lavorativo, sempre a Bocaranga, per la formazione artigianale di giovani sarti e falegnami, seguiti da padre Cipriano Vigo.

Per le ultime notizie di quanto accade in R. C.A. scorrere più sotto

Andando sotto alla cartina, troverete le informazioni utili a capire la tragedia di questo povero Stato situato nel cuore dell’Africa e per gli aggiornamenti quotidiani date un’occhiata alle pagine: dal 31 Maggio 2017 (ultima di una lunga serie) al 1° Gennaio 2017 da quella dal 15 Agosto 2016 a quella precedente dal 20 Febbraio 2016  – a quella dal 23 Novembre 2015  e a ritroso dal 2 Giugno 2015, dal Gennaio 2015,  dal 10 Luglio 2014, aperta dopo quella dal 5 Maggio 2014 e dopo quella dal 17 Marzo 2014, che segue quella iniziale dal 29 Gennaio 2014. Inoltre, scorrendo questa pagina potete accedere anche agli articoli relativi pubblicati sull’home page di volta in volta, considerando che le notizie si sono susseguite in modo tale che non è più bastata la prima aperta a dicembre 2013:Giorno per giorno.

REPUBBLICA CENTRAFRICANA (R.C.A.) 

Cartina politica della Repubblica Centrafricana
Cartina politica della Repubblica Centrafricana (R.C.A.), conosciuta anche come Centrafrica, perché è situata proprio al centro del Continente Africano.   Lo Stato confinante a Sud è La Repubblica Democratica del Congo (ricordiamo il Coltan??)

Per chi vuole approfondire gli eventi storici:

ecco qualche informazione su questo pezzo dell’Africa equatoriale:

http://www.portalestoria.net/CENTRAFRICA.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Centrafricana

Su Barthèlemy Boganda: http://en.wikipedia.org/wiki/Barthélemy_Boganda  l’uomo che ha portato all’indipendenza ed è stato Primo Ministro della Repubblica Autonoma del Centrafrica, ai tempi di De Goulle, destinato poi ad esserne anche il primo Presidente, ma morto misteriosamente in un incidente aereo a soli 49 anni.

E su Jean Bedel Bokassa, il famoso Ex Imperatore autoproclamatosi regnante dell’Impero Centrafricano (negli anni settanta), di cui parla anche Tarcisio Mazzeo nel servizio realizzato per il settimanale del Tg 1 andato in onda il 12 Gennaio 2014.

Per avere un’idea di ciò che si è vissuto ai suoi tempi, consigliamo la visione di un documentario del giornalista tedesco  Werner Erzog: “ECHI DA UN REGNO OSCURO”, di cui segnaliamo la parte finale, http://www.youtube.com/watch?v=tmAS7Y66QlE

Sembra che per queste popolazioni non ci sia stata tregua fin dall’inizio, pur essendo di natura pacifica e non avendo mai intrapreso guerre con i Paesi limitrofi.

Per gli aggiornamenti:

 

13) dal 22 Febbraio 2018

12) Dal 31 Maggio 2017 

11) Dal 1° Gennaio al 24 Febbraio 2017;

10) dal 15 Agosto al 31 Dicembre 2016;

9) Dal 20 Febbraio al 15 Luglio 2016;

8) Dal dal 23 Novembre 2015 al 19 Febbraio 2016;

7) Dal 2 Giugno al 19 Novembre 2015;

6) Dal 5 Gennaio al 31 Maggio 2015;

5) Dal 10 Luglio al 31 Dicembre 2014;

4) Dal  5 Maggio  al 10 Luglio 2014;

3) Dal 17 Marzo  al  5  Maggio  2014;

2) Dal 29 Gennaio al 20 Marzo 2014

1) Dal  7 Dicembre  2013  al 28 Gennaio 2014 intitolata anche “giorno per giorno”;

Di seguito trovate ancora alcune informazioni, tragiche notizie  e curiosità sulla R.C.A.

Aggiornato al 14 Agosto 2014

In questi giorni si festeggia il 54° anniversario (13 Agosto 1960) dell’indipendenza della Repubblica Centrafricana dal colonialismo francese.

Per chi ha approfondito la tormentata storia di questo Paese, è superfluo ogni commento, perché si sa bene che la Francia non ha mai smesso di esercitare il proprio potere (economico-politico-militare) influenzando notevolmente la classe politica che si è susseguita nel corso degli anni.

Ora si è arrivati al punto in cui le coscienze si dovrebbero svegliare, facendo diventare autentica la voglia di unità nazionale e di convivenza tra le varie etnie e appartenenze religiose. Forse, a distanza di cinquant’anni, il sacrificio di Barthélemy Boganda e ti tanti innocenti che sono morti “martirizzati” non è stato vano e il futuro sarà vissuto da tutti in quella pace  ricercata e voluta davvero, senza imposizioni e ipocrisie di comodo!

30 GiugnoClub d’ascolto nei campi profughi 

25 GiugnoR.C.A: le stragi continuano 

23 GiugnoAltra giornalista vittima in R.C.A.

09 Giugno – Diamanti maledetti!

1° GiugnoQuando tornerà la pace in R.C.A.?

29 Maggio Ancora uccisioni violente a Bangui 

26 MaggioGiornata Mondiale dell’Africa

16 Maggio Lavorare insieme per la pace!

Nel frattempo anche ITA KWE ha proseguito i suoi …. aggiornamenti sui progetti in R.C.A. e con soddisfazione possiamo comunicare che ci siamo resi partecipi del processo di ricostruzione che presto (speriamo) verrà posto in essere con più “rumore” da organismi “più grandi di noi”! ma noi ci accontentiamo! Per le informazioni aprire la pagina sul nostro impegno in Centrafrica!

Aggiornato al 15 Maggio 2014

In questi ultimi giorni ancora episodi di violenza inaudita, come l’aver dato alle fiamme 13 persone ancora vive, imprigionate in una casa e aver teso un’imboscata nei pressi di Bouar, con l’uccisione della fotoreporter francese Camille Lepage, di cui trovate alla data del 14-13 Maggio sulla relativa pagina.

Omaggio del Governo Centrafricano alla giornalista francese Camille Lepage
Omaggio del Governo Centrafricano alla giornalista francese Camille Lepage

Tra i responsabili di questi fatti compaiono anche i “Fulani”, o “Peul” o “Mbororò”, tribù nomade dedita all’allevamento di religione musulmana, che dopo essere stati vittime di razzie dei propri capi di bestiame e di aggressioni da parte degli anti-balakas, nella zona di Bocaranga, hanno assicurato che si sarebbero vendicati.

Attingiamo dal blog di p. Aurelio Gazzera: Bozoum in diretta, in data 21 marzo 2014 per documentare quanto avvenuto e da noi riportato nella pagina dal 17/03 al 05/05/2014

Donne e bambini Mbororò ospitati alla missione di Bozoum dopo l'attacco nei pressi di Bocaranga (marzo 2014)
Donne e bambini Mbororò ospitati alla missione di Bozoum dopo l’attacco nei pressi di Bocaranga (marzo 2014)

I resti di quanto abbandonato al suolo dai Mbororò per mettersi in salvo durante l'attacco
I resti di quanto abbandonato al suolo dai Mbororò per mettersi in salvo durante l’attacco

Stanchezza e paura negli sguardi dei bambini e delle loro madri
Stanchezza e paura negli sguardi dei bambini e delle loro madri
Stanchezza e paura negli sguardi dei bambini e delle loro madri
Stanchezza e paura negli sguardi dei bambini e delle loro madri
Le donne si sono riprese dopo i primi aiuti ricevuti a Bozoum
Le donne si sono riprese dopo i primi aiuti ricevuti a Bozoum

ORA GLI ATTORI  SONO: EX SELEKA, ANTI-BALAKAS, MBORORO’ E…. MILITARI FRANCESI SANGARIS, AFRICANI DELLA MISCA, E DEL CONTINGENTE EUROPEO!!!  CHI PIU’ NE HA PIU’ NE METTA E … LA PACE E’ SEMPRE PIU’ LONTANA, PERCHE’ …… CHISSA’ COSA C’E’ SOTTO E CHI MANOVRA FUORI CAMPO!!!????

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Per sapere qualcosa di più sugli allevatori nomadi, sulle loro abitudini e tradizioni, ci colleghiamo ad un sito che si è occupato di loro  già nel 2009, riportando foto e notizie del 2002.

http://marinou.skynetblogs.be/tag/mbororo

02/2009 – la cerimonia di Gerewol per i Mbororos:  rito in cui si muore a se stessi per rinascere come bambino, adolescente, adulto, vecchio, antenato!!

 foto scattate nel mese di agosto 2002.

Uomini Mbororò durante il rito
Uomini Mbororò durante il rito Gerewol

I Fulani sono pastori tradizionalmente Mbororos (nomadi) e commercianti, le cui migrazioni portano dal sud del Niger, al nord della Nigeria , nella parte nord-est del Camerun, a sud ovest del Ciad  e nelle regioni occidentali della Repubblica Centrafricana.

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Giovani della tribù durante il Gerewol
Giovani della tribù Mbororò durante il Gerewol

Una volta l’anno, alla fine della stagione delle piogge, quando il terreno è impregnato d’acqua e abbastanza abbondante per supportare un gran numero di allevamenti di pascoli e uomini, si presenta un’occasione unica per far incontrare queste persone normalmente sparse in punti diversi.

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In questa circostanza, i pastori si scambiano notizie e pettegolezzi, amicizia con le altre famiglie e tribù. Questo è anche il momento della seduzione, l’occasione principale che i giovani hanno di indulgere in danze erotiche e di avere incontri amorosi.

Giovani maschi Mbororò abbigliati a festa
Giovani maschi Mbororò abbigliati a festa

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Durante i sei giorni e le sei notti della festa di Gerewol, i Mbororos dimenticano l’emozione del loro viaggiare   e diventano un popolo  in soggiorno. Durante tutto l’anno i giovani Mbororos attendono la cerimonia di Gerewol.  °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Questa grande festa di pioggia dura sei giorni e sei notti. Ogni clan familiare, rappresentata dai suoi più bei danzatori, affronta in un concorso di bellezza per gli uomini la cui giuria è composta dalle più belle ragazze nubili della tribù. La loro bellezza attraverso un largo sorriso rivelando i loro bei denti bianchi e gli occhi devono essere aperti, rivelando anch’essi il bianco. Ciò che è sorprendente è che la facoltà che hanno di farli roteare, convergere, fare strani movimenti che vanno da cielo a terra, in gran parte aiutati dal bendore, una droga allucinogena potente. Alla fine di questa danza, coppie sono formate.

Uomini della tribù con gli abiti e le collane sgargianti della festa
Uomini della stessa famiglia con gli abiti e le collane sgargianti della festa

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I ballerini confezionano da soli i loro abiti. Si fanno prestare da una donna un “pagne”, cioè una stoffa colorata o, più recentemente, vestono con gli abiti europei che le donne acquistano sui mercati.  La parte posteriore sul collo si blocca con una catena o con un nastro: il barbol. Mettono le loro collane di perle e le conchiglie, i loro amuleti. Pertanto, questi rudi pastori sono guidati dal culto della bellezza per femminilizzare il loro aspetto. Le donne non fanno eccezione a questo impulso narcisistico. 

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Giovane uomo Mbororò abbigliato per l'occasione della cerimonia
Giovane uomo Mbororò abbigliato per l’occasione della cerimonia Gerewol

Le ragazze, ornate con  innumerevoli braccialetti, si preparano per i riti di seduzione. Dopo la danza, elle sceglieranno colui che, per una notte o per tutta la vita, condividerà  con lei il suo letto.  Di ornamenti più elaborati le giovani donne Mbororò si adornano le gambe, come anelli di bronzo sovrapposto lucidato con fango e sabbia. Questi abbigliamenti erano precedentemente portati dal secondo figlio. Le donne sposate che frequentano le cerimonie Gerewol a volte mostrano una maggiore libertà di scelta e talvolta scompaiono con un bel ballerino.

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Giovani donne Mbororò pronte per la cerimonia del Gerewol
Giovani donne Mbororò pronte per la cerimonia del Gerewol

I canoni di bellezza sono severi, ma non vietano una certa audacia nella scelta di ornamenti, come una zucca sulla testa o un paio di occhiali da sole ultramoderno. 

 

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Aggiornato all’8 Maggio 2014

Nello specifico visitare la nuova pagina: dal 5 Maggio e quella precedente dal 17 Marzo. Sull’Home page gli articoli di rilievo sono: “Be oko” – un cuore solo! del 23 Aprile e una parte dell’articolo dedicato alla festa della mamma (L’Amore va oltre), di oggi, in cui è riportato un pezzo da misna sulle condizioni delle mamme africane.

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da misna– 28 Aprile  2014 – h 8:18 INTERNAZIONALE

A FREETOWN LA RIUNIONE DEI ‘PAESI PIÙ FRAGILI AL MONDO’

Minati da conflitti e carestie, crisi politiche e difficili transizioni verso la democrazia: i paesi “più fragili al mondo” o G7+ si incontreranno in Sierra Leone a giugno per una riunione programmatica, in cui stabilire strategie e azion per aumentare il proprio peso specifico nei consessi internazionali. Inaugurato ufficialmente nel 2010 a Timor Est, presidente di turno e sede del quartier generale, il gruppo comprende anche Afghanistan, Burundi, Repubblica Centrafricana, Ciad, Costa d ‘Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Guinea, Guinea Bissau, Haiti, Liberia, Papua Nuova Guinea, Sierra Leone, Somalia, Isole Salomone, Sud Sudan, Togo e Comore.

In totale, sono un miliardo e mezzo nel mondo le persone che vivono in zone di conflitto e paesi “fragili” in generale, il 70% dei quali è stato teatro di un conflitto dal 1989. Eppure, insieme, raggiungono appena il 30% del totale degli aiuti internazionali destinati dai donatori.

Nel quarto Forum di alto livello per l’Efficiacia degli aiuti, in Corea del Sud nel 2011, il gruppo fece sentire per la prima volta la sua voce con un appello ribattezzato ‘New Deal’ per i paesi fragili, che traccia una vera e propria ‘road map ‘ verso la stabilità, che comprende sicurezza, giustizia e principi economici. Tappe considerate “cruciali” per lo sviluppo e il progresso.

In marzo, la Sierra Leone che quest’anno ospita l’incontro, è stato dichiarato dalle Nazioni Unite il primo paese “pacificato” del gruppo.

Un tema portante, fin dalla sua creazione, è il miglioramento delle capacità economiche e di produzione dei paesi membri, rendendoli competitivi alla luce delle sfide globali. Alcuni di essi sono stati identificati tra le cinquanta economie al mondo protagoniste dei maggiori progressi, in termini relativi.

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Nello specifico sul Centrafrica, visitare la pagina relativa dal 17 Marzo 2014.

Aggiornato al 4 Aprile 2014

Come detto in apertura della pagina, le notizie sulla R.C.A. si sono susseguite in modo tale da aver già riempito ben due pagine (la primissima: dal 7 Dic. 2013, chiamata precedentemente Giorno per giorno, e la seconda: dal 29 Gen. 2014) ed aver aperto quella dal 17 Marzo 2014.  Sull’Home Page gli articoli che riguardano la situazione sempre tragica del Centrafrica, e in questo caso anche il Kenya, sono stati: Più che un ricordo un’obbligo, del 24 Marzo 2014 e Non è uno scherzo, del 1° Aprile e in data di oggi: Vicini alla Resurrezione?!

Aggiornato al 14 Marzo 2014

Dall’ultimo aggiornamento ad oggi un po’ di passi avanti sono stati fatti, anche se l’insicurezza continua ad essere presente e ogni fine settimana si registrano fatti di sangue. Come sempre vi invitiamo a visitare la pagina con gli aggiornamenti quotidiani. Sull’home page l’articolo di rilievo si riferiva alla partenza di Monsignor Armando Gianni, Vescovo della Diocesi di Bouar, dove Flavio ha operato durante gli otto anni di permanenza in centrafrica e dove abbiamo realizzato i nostri primi due progetti: il recupero dell’Ospedale Statale Roberto Molinari e il ripristino del Centro per la riabilitazione dei disabili Arc en Ciel Flavio Quell’Oller, entrambi e Bocaranga.

Aggiornato al 23 Febbraio 2014

Oltre a tutte le notizie pubblicate sulla pagina dal 29 gennaio, che si riferiscono quotidianamente ai fatti principali che accadono in Centrafrica, da segnalare sull’Home page, al 13 febbraio, l’aggiornamento riguardo Hippolyte, il ragazzo di cui si era occupato Tarcisio Mazzeo nel servizio sul Settimanale del Tg1. Del 19 Febbraio il pezzo con la riflessione sui vari conflitti del continente africano e infine di oggi la condivisione sul ruolo di molte donne a cui si fa riferimento per ottenere qualcosa di più della semplice speranza!

Aggiornato all’11 Febbraio 2014

Gli sviluppi positivi tanto attesi, sono ancora solo un miraggio! Anche oggi, data importante per molti versi, purtroppo sopra ogni cosa ha il sopravvento l’odio e la sete di vendetta: è risaputo che in Africa il sangue richiama altro sangue! Già la medesima terra è rossa in un modo tutto particolare e la sua polvere si insinua colorando la pelle dei “bianchi”, quando l’attraversano, anche quando rimangono dentro alle vetture! Quando poi ci sono delle spinte ancestrali o esterne, che fanno incendiare la miccia, finchè l’esplosione non si spegne del tutto e rimane qualche tizzone ardente, il fuoco continua a propagarsi.

Questo è quanto continua tuttora in R.C.A., anche dopo gli interventi diplomatici, militari, religisi, politici. La parte economica, forse era stata tra le prime concause, ma ora si trova ad affrontare la crisi totale!

Due sono stati gli atricoli recenti con i quali abbiamo dato spazio al Centrafrica, oltre all’aggiornamento continuo della pagina Dal 29 Gennaio. Da quel giorno ne abbiamo parlato utilizzando un libretto sul Perchè della guerra? E in seguito abbiamo stimolato ad Aprire gli occhi! Per questo vi invitiamo a vedere questi due video realizzati durante l’operazione di recupero dei mezzi con gli aiuti umanitari fermi da giorni in Cameroun:

http://www.journaldebangui.com/article.php?aid=6152, da cui potrete constatare come si presenta la situazione … dal vero!

Aggiornato al 29 Gennaio 2014

In poco più di una settimana si sono susseguiti numerosi eventi, alcuni positivi (tra cui l’insediamento del nuovo Governo di Transizione e il viaggio internazionale a tappe affrontato insieme dal Vescovo e dall’Imam di Bangui) e ancora altri molto tristi e negativi (l’attacco alli missioni di Bocaranga, Bozoum, Bossantelè e ancora morti a Bangui) di cui diamo riscontro alle relative date nella pagina giorno per giorno ed in quella a partire dalla data di oggi.

Aggiornato al 21 Gennaio 2014

Nel rimandarvi a leggere le ultime notizie, come sempre dalla pagina Giorno per giorno, non possiamo tralasciare di inserire almeno la foto della Presidente di Transizione eletta proprio ieri all’unanimità dal parlamento di Bangui, Signora Catherine samba-Panza. I commenti raccolti sono tutti molto positivi e le aspettative sono tante, anche se ognuno sa quanto sia difficile risolvere questa terribile situazione, tra odio e antichi rancori.

Catherine Samba-Panza, dobbiamo metterci al lavoro!
Aggiornato al 16 Gennaio 2013: vedi anche “Giorno per giorno”
A quasi una settimana dalle dimissioni dell’Ex Presidente Djotodja, nella Repubblica Centrafricana non si placa il dramma  dell’inaudita violenza ormai completamente fuori controllo. Di due giorni fa la notizia di almeno 120 morti e numerosi feriti nella zona di Bozoum, dove si trovano le missioni dei frati Carmelitani. E ancora due giorni prima a Bangui, nella capitale, venivano sparati all’improvviso colpi di arma da fuoco in direzione di civili, pieni di paura e di stanchezza per la situazione inverosimile in cui si sono venuti a trovare dal mese di marzo. Uno dei più importanti quotidiani francesi, proprio oggi fa riferimento a questo e lancia un ulteriore appello da parte dell’O.N.U.:

Aggiornato al 13 Gennaio 2014

Mentre vi invitiamo a visitare la pagina  che si riferisce agli avvenimenti degli ultimi giorni, inseriamo il link di un servizio che è stato mandato in onda ultimamente dalla Rai, sul settimanale del Tg 1 di domenica 12 Gennaio 2014.  E’ un inieme tra riprese di qualche anno fa e filmati di questi periodi, tra armi e violenza. La testimonianza di p. Valentino Vallarino è stata ripresa duante la scorsa estate, nel convento dei Cappuccini di Savona e brevemente si intravedono anche p. Cipriano Vigo (ora di nuovo a Bocaranga) e p. Umberto Vallarino (ormai da anni in “ritiro”, ma con il cuore sempre là … (visita Be na be).

Servizio televisivo RAI: http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2014-01-12&ch=1&v=313816&vd=2014-01-12&vc=1#day=2014-01-12&ch=1&v=313816&vd=2014-01-12&vc=1

Aggiornato al 04 Gennaio 2014

Le notizie sono state inserite nella pagina Giorno per giorno, con un pezzo particolare sull’Hme Page (a cui si fa riferimento).

Aggiornato al 30 Dicembre 2013

Purtroppo l’anno sta finendo e il caos e la violenza regnano ancora in Centrafrica, malgrado la presenza delle forze militari francesi e della coalizione Misca e malgrado l’interesse sempre più attivo dell’O.N.U.

Vi rimandiamo alla pagina aggiornata quotidianamente: Giorno per giorno, con la speranza che il nuovo anno porti davvero qualcosa di buono!

Aggiornato al 26 Dicembre 2013

Le notizie sono sempre talmente tristi e desolanti che gli aggiornamenti sono stati fatti direttamente nella pagina Giorno per giorno, seguemdo la data cronologica dei tragici eventi, escluso un collage di brevi filmati realizzati a Bozoum nel giorno di Natale: https://www.dropbox.com/sh/vwh7rb4rumxl51l/TDIl6zXctg e presi dal relativo sito dei p. Carmelitani: http://bozoum.blogspot.it/

23 Dicembre 2013 – L’operazione Sangaris non è stata veloce ed efficace come ci aspettavamo, anzi la povera farfalla ormai ha già smesso di volare! Il disarmo dei Seleka e la non curanza verso gli anti balaka, che continuano ad essere vendicativi e rabbiosi senza più alcuna logica e fuori da ogni controllo sta facendo precipitare rovinosamente verso il genocidio e la guerra civile.

Anche la speranza riposta nella preghiera resta delusa! Finchè non si toccherà il fondo completamente e gli animi non si riavvicineranno alla pace interiore e alla vera fratellanza, nella ricerca del bene comune, la giustizia non potrà prevalere e il male continuerà a mietere vittime.

Ma non bisogna cedere alla disperazione, continuando a credere che anche il Centrafrica rinascerà, cancellando una volta per tutte le sottomissioni e le vendette.

Aggiornato al 20 Dicembre 2013

Prima che sia troppo tardi del 16/12  –  Natale oggi (in data odierna) – per chi vuole saperne di più: Giorno per giorno.

Aggiornato al 14 Dicembre 2013

Vicini col pensiero (dell’11/12) – Cosa c’è sotto? (del 13/12) – La pace che non si trova (in data di oggi) e per chi vuole approfondire: Giorno per  giorno.

 

Aggiornato all’8 Dicembre 2013 (Immacolata Concezione di Maria)

Gli articoli di riferimento sono: Quanta sofferenza, in data di oggi – Per chi ci crede, del 06/12 – Chi porterà la pace?, del 05/12 –  Ci volevano altri morti? del 05/12 – Amarezza e sconforto, del 05/12 e Cos’è cambiato? del 03/12 – dei quali ben tre rappresentano delle domande a cui è difficile dare le risposte!

Sembra proprio che non si scorga il fondo dal quale trarre la spinta per risalire: non bastano le azioni di forza autorizzate, ormai attive e operanti già da alcuni giorni, non bastano le “raccomandazioni” di chi ha speso tutta la propria vita per il bene dell’Africa e non bastano le preghiere accorate anche per intercessione di Maria, che tanto ha sofferto anche per il Rwanda e le altre parti del mondo in cui i fratelli si scontrano con altri fratelli (la storia di Caino e Abele ha quattromila anni ma è attualissima!). La pace è ancora lontana e i disordini continuano a far salire il numero delle vittime. Come in ogni altra occasione di questo tipo, si è aspettato a lungo prima di agire per il bene della popolazione e chissà quando si arriverà a mettere da parte, una volta per tutte, gli interessi economici e gli egoismi delle parti in causa.

In queste ore di grande preoccupazione, ovviamente il nostro pensiero va anche a Bocaranga, da cui Giuseppe Colombo era partito la scorsa settimana per arrivare fino a Bangui e imbarcarsi sull’aereo che lo ha rioportato a casa mercoledì scorso. Lui ci aveva rassicurato che lì tutto procedeva bene e che non c’erano state ne violenze nè soprusi da parte dei Seleka. Ci auguriamo che le cose continuino così anche ora che la polveriera sta per esplodere ancora di più!

Speriamo inoltre che non si allunghi il numero dei conflitti irrisolti e perennemente latenti aggiuggendo alla lista dei tanti Stati interessati da queste tragedie anche il nome del Centrafrica, ma di arrivare ad una soluzione definitiva e stabile … prima che sia troppo tardi!!

Tratto da misna 6 Dicembre 2013 – h 10:24 CENTRAFRICA

MILITARI FRANCESI A BANGUI, INIZIA L’OPERAZIONE ‘SANGARIS’

È iniziata questa mattina con dei pattugliamenti per le strade di Bangui l’operazione militare francese ‘Sangaris’ – dal nome di una farfalla rossa molto presente nelle foreste locali – in Centrafrica: lo ha reso noto il ministro francese della Difesa, Jean Yves Le Drian, promettendo che “la Francia resterà nel paese per poco tempo”. Ieri sera l’Onu, con un voto al Consiglio di Sicurezza, aveva dato il via libera all’intervento, che a pieno regime prevede 1200 uomini, resosi necessario secondo Parigi dal deteriorarsi delle condizioni di sicurezza nella ex colonia e dagli episodi violenza ed eccidi commessi da gruppi armati della ribellione.

I militari francesi, in appoggio alla forza dei caschi blu africani dispiegati nel paese, “Dovranno assicurare la stabilità sul territorio centrafricano, in attesa della transizione politica” ha aggiunto il ministro.

Allo stato attuale il paese è governato dal presidente Michel Djotodia, salito al potere con un colpo di stato nel marzo scorso, quando era ancora a capo della ribellione Seleka, che ha successivamente disciolto. I ribelli sono accusati di aver fomentato violenze e perpetrato crimini contro l’umanità ai danni della popolazione civile che si è organizzata in milizie popolari dette anti-balaka. La situazione rischia di trascinare il paese in una spirale di scontri settari ed etnici.

La Francia è da tempo presente militarmente in Centrafrica nell’ambito dell’operazione Boali, con 400 soldati incaricati della sicurezza dei cittadini francesi residenti nel paese. A Bangui è formalmente entrato in carica da ieri il nuovo ambasciatore francese, Charles Malinas; la nomina è stata presentata come “necessaria alla luce delle nuove circostanze”.

Aggiornato al 2 Dicembre  2013

Mercoledì prossimo (4 Dicembre), avremo la gioia di riabbracciare il nostro socio Giuseppe Colombo, impegnato dal mese di febbraio 2013 nel recupero dell’Ospedale Roberto Molinari  e nel Centro Arc en Ciel Flavio Quell’Oller, entrambi a Bocaranga, che ci darà gli ultimi aggiornamenti su tutta la triste situazione della R.C.A.

Nel frattempo ci sono di nuovo alcuni articoli che ci possono dare un’idea della situazione:

Realtà o illusione!? (di oggi); Notizie dal fronte (del 25/11); Guardiamoli in faccia (del 25/11); Anche i Giudici si ribellano (del 20/11): Al peggio non c’è mai fine!!?? (del 18/11)

Aggiornato al 17 Novembre 2013

Sabato prossimo avremo l’occasione per stringerci ancora di più nell’abbraccio che abbiamo iniziato a dare lo scorso anno alla popolazione centrafricana, ormai allo stremo e ridotta ai minimi termini in ogni senso!

Locandina per l'incontro del 23 Novembre a Leivi
Per stingerci tutti insieme intorno al Centrafrica, scegliendo l’unica via possibile!!

Sarebbe bello se chi non riuscisse a partecipare per cause diverse potesse ugualmente fermarsi un po’ in preghiera (da solo o insieme ad altri amici)  nello stesso orario, in casa sua, in un’altra chiesa, per strada in macchina o a piedi.  Ci sarebbe  ancora più forza e tutti i cuori sarebbero in uno solo ….  BE OKO!! 

GRAZIE SORELLE CLARISSE, PER AVER SCELTO LA PARTE MIGLIORE, CONDIVIDENDOLA CON TUTTI NOI!!

Aggiornato al 12 Novembre 2013

Malgrado l’assicurazione anche da parte di p. Cipriano che qualcosa si stia muovendo positivamente dopo l’impegno assunto tramite la Comunità di S. Egidio, le ultime notizie sono sempre preoccupanti e sembra che non ci sia proprio la volontà di cambiare le cose!

Bocaranga 12/11/2013 – via e-mail

“Silvana, ti saluto…

Speriamo che ritorni la pace e la tranquillità presto e ovunque in questo paese. Sì, S.Egidio ha avuto contatti con i magnati di Bangui. Speriamo si faccia qualche cosa e presto. Salutami  tutti quelli che aiutano da Ponte X. Qui a Bocaranga per il momento tutto bene. Abbracci a tutti.  Cipriano”

 

dopo gli incendi appiccati nei pressi di Bouar
Situazione tragica in tutti i sensi!! Se anche i ribelli non appartengono più alla Seleka, il terrore è assicurato, perché diventano dei predoni che arraffano le poche cose rimaste agli abitanti locali ormai allo stremo.

Aggiornato il 9 Novembre 2013

Già dal 26 ottobre è stata aperta una raccolta di firme da parte della Sig.ra  Caroline Ngo Mbamseck Bayiha (diplomatica africana appoggiata da p. Aurelio Gazzera dei Carmelitani) in favore della causa centrafricana, la cui destinataria è la Signora Fatou Bensouda, Procuratrice della Corte Penale Internazionale a L’Aia, nei Paesi Bassi (Olanda Meridionale). Questo per denunciare apertamente ciò che sta accadendo in R.C.A., come crimine contro l’umanità. Noi ne avevamo dato notizia quasi subito in due articoli diversi invitando a firmare, sebbene il testo risultasse scritto in francese (ma con google traduttore un po’ si può capire!).

Ad oggi tuttavia le firme sono ancora esigue e sembra che non ci sia stato molto interesse intorno a questa iniziativa.

http://www.avaaz.org/fr/petition/Arretons_le_genocide_en_Centrafrique_des viols_des_meurtres_des_tortures_sont_le_quoditien_des_population_de_ce_pays/?cWbrbfb

Ancora una volta, quindi, vi invitiamo a porre la vostra firma senza timore, perché si tratta di una cosa seria, rimandandovi anche a leggere gli ultimi articoli che abbiamo inserito, che dimostrano la gravità reale della situazione: Speriamo bene!  e Dati ufficiali! entrambi in data di ieri.

Vi ricordiamo inoltre l‘appuntamento di venerdì prossimo, 15 Novembre a Sampierdarena, in cui potremo sentire dalle voci di due missionari Carmelitani quanto sia sanguinosa questa assurda tragedia.

Aggiornato al 7 Novembre 2013

Dall’ultimo aggiornamento a oggi ci sono stati progressi sulla carta e regressi nella pratica. Se da una parte l’O.N.U. ha posto finalmente l’attenzione alla grave crisi, approvando le iniziative umanitarie e anche militari per ristabilire l’ordine e lo stato di diritto, dall’altra i ribelli armati proseguono in modo incontrollabile le loro violenze  e i loro soprusi. Per saperne di più ecco gli articoli: Bollettini di guerra! in data di oggi; Beati i puri di cuore del 1° Novembre; Ne avevamo parlato venerdì del 28 Ottobre; Crisi peggiora ogni giorno del 20 Ottobre; Ancora violenze del 16 Ottobre; Notizie che rovinano le feste del 10 Ottobre.

Aggiornato al 13 Settembre 2013

Chi vuole essere sempre aggiornato sulla situazione in R.C.A. tenga d’occhio l’home page. Gli ultimi articoli che si riferiscono a questo sono: Ribelli senza nome, in data di oggi, Un passo avanti e due indietro,   del 10 Settembre,    La burocrazia ha i suoi tempi  … però  (del 6 Settembre), L’unica è andare avanti!! (4 Settembre) – Con la pazienza si raccolgono …  i frutti (3 Settembre – nella seconda parte del pezzo).

Aggiornato al  22 Agosto 2013

Oltre ad aver inserito le ultime novità sull’home page nei due articoli in data di oggi (ultime notizie da Giuseppe Colombo e  ancora sofferenza e sangue) dai quali emerge la più totale impotenza di fronte a questo disastro, vi rimandiamo a quello relativo all’esito della petizione, di cui non abbiamo più avuto notizia “dalle alte sfere”.  Agosto, si sa è tempo di vacanze, ma chi sa se chi se le sta godendo ha un’idea di come vivono (anzi muoiono) quelli a cui di ferie non ha mai parlato nessuno??

Aggiornato al 31 Luglio 2013

Per dovere di cronaca e per informazione di tutti coloro che hanno partecipato e si sono prodigati per la buona riuscita della petizione, ecco qui di seguito il testo della mail che è stata inviata ai destinatari della raccolta firme. Ci auguriamo che davvero si riesca a ottenere un primo risultato già facendo notare che il Centrafrica esiste e ha bisogno d’aiuto da chi può fare qualcosa davvero!!
Gentile On. Emma Bonino, Ministro degli Affari Esteri del Governo della Repubblica Italiana. On.  Lapo Pistelli, Vice Ministro Affari Esteri, del Governo della Repubblica Italiana. Sen. Pier Ferdinando Casini, Presidente Commissione Affari Esteri, del Senato della Repubblica Italiana. On. Fabrizio Cicchitto, Presidente Commissione Esteri della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana. On. Elmar Brok, President de la Commission des Affaires Etrangères au Parlament Europeen.
    Facendo seguito all’appello pro Repubblica Centrafricana, recentemente inviatoVi  in data 09 luglio 2013  e sottoscritto in totale da 76 fra Associazioni, Onlus, ONG, Congregazioni ed Enti, di cui la metà attive in e/o per il Centrafrica, in allegato trovate la lista dei nominativi che hanno aderito alla raccolta firme dei cittadini  on line, tramite AVAAZ , con le modalità richieste in questi specifici casi, per cui i firmatari appongono la propria adesione tramite l’indirizzo di posta elettronica. Questo congiunto tentativo di ottenere l’auspicato intervento diplomatico da parte della Comunità Internazionale è stato messo in atto per arginare l’ennesimo strazio umanitario che si sta perpetrando nella quasi totale indifferenza occidentale.         La petizione on line è stata attiva fino alle prime ore di oggi, 22 Luglio 2013, e in soli 25 giorni ha ottenuto il numero di 3.750 sostenitori.
Cliccando sul link sotto troverete il contenuto e le motivazioni che ci hanno spinto a chiedere il Vostro intervento. http://www.avaaz.org/it/petition/Appello_urgente_per_il_Centrafrica_1/?tXzFafbVi preghiamo quindi di porre al più presto la Vostra attenzione alla vicenda della Repubblica Centrafricana, certi che tramite la Vostra sensibilità ai diversi casi che riguardano nostri connazionali e altri cittadini europei impegnati da anni al solo scopo umanitario e civile su territori del Terzo Mondo, si possa ottenere un primo risultato per evitare il prolungamento di una situazione insostenibile e di reale gravità a livello internazionale.
        Distinti saluti e grazie per l’attenzione prestataci.
A nome di tutte le Associazioni riunitesi a Treviso il 19 Giugno 2013
Silvana Ozzano (promotrice della petizione e Presidente di Ita Kwe Flavio Quell’Oller Onlus)

Aggiornato il 19 Luglio 2013

Ormai siamo agli ultimi giorni utili per firmare la petizione a favore del Centrafrica:                                     abbiamo solo 36 ore di tempo!!                                                         http://www.avaaz.org/it/petition/Appello_urgente_per_il_Centrafrica_1/?copy

Dopo quattro mesi la situazione a Bangui (R.C.A.) peggiora di giorno in giorno
Tra le strade di Bangui (R.C.A.) si muovono in libertà solo uomini armati senza scrupoli!

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Nel frattempo la prima petizione (quella ideata il 19 Giugno a Treviso) ha ottenuto l’adesione di 76 Associazioni, tra cui ovviamente Ita Kwe. Mercoledì 24 p.v. ci sarà un ulteriore incontro a Chiavari per sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica. Speriamo di riuscire ad ottenere una proroga al termine che ci è stato dato inizialmente!!

Sono state raggiunte più di 3.500 firme, ma non sono ancora sufficienti!! Bisogna rendere nota quest’iniziativa il più possibile e far si che anche i mezzi d’informazione più ampia si muovano!  In questo caso è  proprio giusto dire:

“Finché c’è speranza c’è vita! La vita terrena di tanti innocenti è morta: non facciamo morire anche la speranza di quelli che sono rimasti e aspettano il nostro aiuto!!”

Intanto le ultime notizie da “misna” ci confermano che bisogna muoversi in fretta!!

“L’intero territorio è in mano alla ribellione Seleka guidata da signori di guerra centrafricani, ciadiani e sudanesi: a quattro mesi dal colpo di Stato a Bangui il cupo scenario è denunciato in un rapporto della Federazione internazionale delle leghe dei diritti umani (Fidh), diffuso al termine di una missione d’inchiesta in Centrafrica. Il documento attribuisce ai ribelli della coalizione, nata lo scorso anno contro l’ex presidente François Bozizé, la responsabilità di più di 400 omicidi, oltre a stupri, rapimenti di civili, racket, saccheggi e incendi ai danni di decine di villaggi, sottolineando che “tutti questi gravi crimini vengono commessi in totale impunità”.

Il capo missione della Fidh, Eric Plouvier, ha avvertito che in pochi mesi il numero di combattenti Seleka (Alleanza in lingua sango) è tre o quattro volte superiore al nucleo originario, stimato in 5000 uomini. Questi seminano violenza e distruzione a Bangui, la capitale, ma altrettanto grave è la situazione che prevale all’interno del paese e nelle zone più remote dalle quali giungono poche informazioni. “In provincia i Seleka detengono tutti i poteri e dettano legge. Lo Stato è totalmente assente, non è in grado di assicurare la protezione della popolazione né di rendere giustizia alle vittime” aggiunge il rapporto dell’organizzazione internazionale.

Rivolgendosi all’Unione Africana (UA) e all’Onu, la Fidh chiede il varo di sanzioni mirate contro i capi della Seleka e azioni concrete per il disarmo dei ribelli oltre che “impegni per la creazione di una forza internazionale e per la tutela dei civili su tutto il territorio centrafricano”.

La scorsa settimana cinque organizzazioni non governative francesi hanno denunciato il “totale abbandono” e “l’indifferenza della comunità internazionale” nei confronti del Centrafrica, in preda al “caos totale” e nella morsa di una grave emergenza umanitaria. L’Onu ha condizionato la ripresa degli aiuti a Bangui alla volontà chiara e permanente degli attuali dirigenti di porre fine all’impunità. L’Unione Europea (UE) ha invece sollecitato il sostegno di partner internazionali per “evitare che il Centrafrica diventi una nuova Somalia, dove gruppi armati terrorizzano la popolazione”.

L’emittente locale Radio Ndekeluka ha riferito che “armi e munizioni di guerra circolano illegalmente a Bangui, in quantità tali da destabilizzare l’intero paese”. Sempre nella capitale, pochi giorni fa sono stati rinvenuti nel fiume Oubangui cinque corpi di giovani senza vita; fonti di polizia hanno puntato il dito contro i ribelli Seleka che, sulla carta, hanno aderito al processo di disarmo e reintegro nelle forze di sicurezza regolari. La transizione politica di una durata prevista di 18 mesi è affidata all’attuale uomo forte a Bangui, l’ex capo ribelle Michel Djotodia,  in cerca di sostegni regionali ed internazionali.”

Per questo invitiamo ancora tutti a firmare la petizione e a divulgare questo link:

   http://www.avaaz.org/it/petition/Appello_urgente_per_il_Centrafrica_1/?copy Grazie!!!

Il 6 Luglio avevamo scritto:

Anche se non è un progetto di carattere pratico e con un risultato evidente in modo fisico, quella che abbiamo intrapreso il giorno 27 giugno 2013 è una sfida che per noi ha un’importanza enorme e che,  per portarci a vincerla, ci farebbe veramente  abbracciare tutto il mondo!!

Si tratta della petizione on line in corso per dar eco a livello internazionale alla situazione della Repubblica Centrafrica (vedi articolo relativo).

Colpo di stato della Seleka in Centrafrica, violenza e sangue sono all'ordine del giorno.
Colpo di stato della Seleka in Centrafrica, violenza e sangue sono all’ordine del giorno.

Ad oggi il numero dei firmatari è alto, ma ancora insufficiente! Il tempo che abbiamo a disposizione  è fino al 21 luglio.  Invitiamo tutti ad sostenerci in questo “Progetto Speciale”, superando anche le barriere della diffidenza verso queste campagne via Internet e dando fiducia a un’iniziativa che è partita dall’impegno di molte associazioni umanitarie che, come noi, stanno lavorando da anni per aiutare l’Africa e soffrono nel vedere che non c’è volontà di porre rimedio allo sfacelo di un popolo!

http://www.avaaz.org/it/petition/Appello_urgente_per_il_Centrafrica_1/?copy

 

Grazie a tutti coloro che si uniranno a noi anche questa volta!!

Consci della gravità della situazione Centrafricana, il 19 Giugno 2013 a Treviso si è tenuto in incontro tra le varie Associazioni operanti in R.C.A. per sollecitare un intervento a livello internazionale
Consci della gravità della situazione Centrafricana, il 19 Giugno 2013 a Treviso si è tenuto in incontro tra le varie Associazioni operanti in R.C.A. per sollecitare un intervento a livello internazionale

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