Uomo … dove sei?

Uomo, dove sei? E ancora: “Uomo .. cosa stai facendo?” ..

Difficile da capire dove sia l’uomo anche in questa epoca storica. Riprendendo ciò che il filosofo Diogene disse cercando con la lanterna in pieno giorno per trovare un uomo coerente e felice, vien da pensare la stessa cosa oggi considerando che in lungo e in largo ben poco di umano c’è!

E’ evidente l’inutilità degli sforzi di pace di fronte all’aumento degli investimenti nell’industria bellica. Ogni anno il volume d’affari del mercato delle armi segna un record, persino negli oscuri momenti della pandemia che ancora stiamo affrontando. E cosa ancor più grave è sapere che l’Italia è in prima linea in questo settore, con esportazione principale in Africa ma senza escludere gli altri numerosi “acquirenti di morte”. Avevamo già trattato questo tema con la pubblicazione dell’articolo: “Senza cuore ne umanità” (ottobre 2019). Da allora a oggi le guerre sono aumentate con un continuo stillicidio di vittime innocenti che subiscono senza avere voce per alzare un grido di ribellione. Spaventoso scorrere latlante dei conflitti e focalizzare il loro evolversi durante i due anni segnati dal Covid 19, arrivando ora ad avere sotto gli occhi anche le immagini che giungono dall’Ucraina. Guerra annunciata, voluta e causata da interessi e motivi che coinvolgono direttamente la responsabilità di chi manovra le pedine detenendo il potere di prendere le decisioni in un modo o nell’altro.

Ancor più tragico che ad ogni nuovo conflitto, quello seguito fino a poco prima con grande interesse venga accantonato, come se non ci fosse più. Ecco quindi che uno dopo l’altro ….. Palestina, Egitto, Syria, Iraq, Afghanistan, Myanmar, Yemen, Etiopia, Centrafrica e tutti gli altri focolai sono come “congelati” mentre anche lì i signori della guerra continuano ad agire indisturbati e le vittime aumentano di giorno in giorno. Tra gli armamenti per corpi militari che attaccano e quelli per gli eserciti a difesa, le battaglie e gli scontri oltre a essere questione di lutti in numeri spropositati, lasciano uno strascico di conseguenze terribili. Da che mondo è mondo prima si fa e poi si distrugge per poi ricostruire e poi ri-distruggere, dovunque!

Se non ci si ferma a trattare, a dialogare e a definire accordi e patti di intese, la pace è impossibile. Per questo continuiamo a credere che ci si debba impegnare in ogni modo per ottenerla e soprattutto .. mantenerla!

L’abbraccio di ITA KWE FLAVIO QUELL’OLLER nel caso specifico va alla popolazione ucraina che si trova sotto attacco e che fugge dalle proprie abitazioni per salvarsi. Oltre alla raccolta di generi di prima necessità promossa sul territorio di Pontedecimo in collaborazione con le varie realtà associative, è stata inviata la somma di € 10.000,00 a sostegno delle centinaia di persone accolte nel convento di Starokonstantinov, il cui aeroporto militare era stato bombardato già il 25 febbraio scorso. Un impegno preso con sconforto e tristezza per la gravità del momento, ma con doverosa responsabilità e attenzione nel non disperdere le risorse e le energie.

Grazie ai Frati Cappuccini presenti in Ucraina che da subito hanno aperto le porte dei conventi.

Continuando a sperare che presto il buon senso abbia il sopravvento rispetto alla crudeltà e all’egoismo, uniamo le forze per essere il più possibile d’aiuto dove si può arrivare. Senza scordare tutti gli altri popoli per cui il sostegno con la preghiera non deve mai mancare. Facciamo nostre le parole del Ministro Generale dei Frati Minori Cappuccini … Qui troviamo l’umanità che si è perduta!

Pubblicato da itakweflavio

ITA  KWE  ("Fratello di tutti" nella lingua Centrafricana Sango) è un'associazione nata il 24 maggio 2012 in memoria di Flavio Quell'Oller.     Si prefigge di portare avanti la sua opera di carità missionaria con progetti concreti e duraturi, in Italia e all'estero.  Per un contributo che non costa nulla ma che vale molto, indicare il Codice Fiscale numero: 9 5 1 5 8 2 3 0 1 0 2    nella sezione delle O.d.V.                                             

2 Risposte a “Uomo … dove sei?”

  1. E’ passato diverso tempo dall’inizio di questa ennesima tragica e assurda guerra.
    La risposta all’anonima amica o amico … non può essere altro se non quello che lei o lui ha scritto:
    “Nessun commento. C’è tanta angoscia ma continuiamo a sperare nell’AMORE”.

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