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Papà Giuseppe e famiglia!

Un pensiero a papà Giuseppe e famiglia. La loro è santa ma la nostra potrebbe almeno essere … beata!

Beata famiglia, anche se non è semplice parlare di famiglia senza cadere nei soliti stereotipi che negli anni hanno evidenziato l’enorme crisi in cui questa prima cellula della società è sprofondata spaventosamente. La globalizzazione, ma la pandemia ancora di più, ha scoperto un nervo dolente che era già infiammato da tempo e che veniva tenuto sotto osservazione per monitorare il suo peggioramento. Così tra una lastra e l’altra le radiografie hanno rivelato il male apparentemente incurabile che ha colpito quella che da “beate” che potevano essere, sono diventate in gran numero “povere” famiglie! Da animale di gruppo, l’uomo si è trasformato sempre più lupo solitario, uscito dal branco per reclamare la propria libertà. Ma come per il lupo, che senza il suo clan alla fine si perde, così è per l’uomo che senza famiglia resta sempre più solo e aggressivo, sconfitto e lontano dai suoi simili.

Ieri si è celebrata la prima triste giornata nazionale in ricordo delle vittime “cadute sotto il fuoco nemico del Covid 19”. Questi lunghi mesi di paure, isolamenti, battaglie e lutti che hanno colpito tutto il mondo, avrebbero dovuto insegnarci la necessità di avere una famiglia, l’importanza di affetti e calore umano che sostengono nei momenti più bui. Tutto è stato allontanato, distanziato, reso asettico e privato di ogni contatto spontaneo e naturale. La materia tragica che stiamo studiando da oltre un anno non ha portato a nessun apprendimento ed ecco che invece di ritrovare l’umanità perduta, abbiamo smarrito anche il buon senso, la logica e il comune sentire. Invece di seguire il proverbio: “l’unione fa la forza”, tra le spighe di grano s’infiltra sempre più la zizzania.

Così è per la famiglia: si infiltra la zizzania che soffoca l’amore, raffredda l’affetto, intacca il rispetto e distrugge la cellula che stava prendendo forma per crescere e maturare seguendo la luce del sole che scalda e illumina allo stesso tempo. Come fare per estirpare l’erbaccia senza rovinare il raccolto? Ritornare a seguire l’amore, che è l’unico vaccino contro ogni calamità! Non giunta quindi “casuale”, sebbene portata dal 150° anniversario della Chiesa che onora San Giuseppe, la decisione di Papa Francesco di proclamare un anno “Giuseppino”, ma anche dedicato a Maria e a Gesù stessi, sua famiglia. La traduzione del nome Giuseppe è: “l’aggiunto” da Dio. Quindi Dio stesso ha avuto bisogno di una figura paterna che fosse di riferimento e di appoggio sicuro a madre e figlio e che amasse con dedizione l’una e l’altro. Questo si chiama … Amoris laetitia! (leggi anche il contenuto dell’esortazione apostolica di papa Francesco).

Auguri a tutte le famiglie, a tutti i papà e ai padri di ogni famiglia, a chi porta il nome di Giuseppe, Giuseppina e i derivanti da essi. Auguri ai “padri spirituali” a quelli putativi, a chi padre lo è dentro ma lo sa essere anche fuori, non necessariamente per figli biologici ma per la famiglia che è fatta dalla comunità.

Scultura il legno realizzata da Lino Canepa, papà di Don Carlo, Luisa e Maria Gianna.

Interessante il “collegamento provvidenziale” tra la presenza in convento per l’incontro con il nostro Vescovo Marco di Lucia e del marito Sandro (di cui papa Pio IX era prozio di un nonno), con l’auspicio che con i figli Paolo e Giorgio possano essere nuovo lievito per “rinfrescare” il futuro del convento stesso e della comunità di Pontedecimo, e tra alcune cose che possiamo capire meglio da questo video:

Auguri a chi è già approdato in cielo, auguri al nostro Flavio, a padre Valerio, a Toussaint, a Andrea, a p. Nazzario, a Leone, Vittore, Pancrazio, Egidio, Alfredo, …..

e a tutti i nostri padri e papà che ci aspettano … di là!!

Pubblicato da itakweflavio

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2 Risposte a “Papà Giuseppe e famiglia!”

  1. Grazie ad Ita Kwe per questa meravigliosa pagina, incisiva nelle parole e profonda nel contenuto.
    I soci di Arquata Scrivia.

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