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Fratelli (per) tutti

1-12-2020 - Festa della Repubblica a Paoua -
Sfilata del 1° dicembre  a Paoua con Don Hippolyte

Il 1° Dicembre, giorno in cui l’opinione pubblica si mobilita per sensibilizzare sull’argomento HIV (AIDS), virus ancora molto presente nella parte povera del mondo (proprio il Centrafrica è uno dei luoghi più colpiti da questo flagello), si è tenuta anche la festa della Repubblica Centrafricana. Ancora una volta la ricorrenza dell’indipendenza ottenuta dalla Francia nel 1958, è stata turbata da episodi di violenza causati da ribelli che non permettono alla  popolazione di vivere lunghi periodi di pace.

Con la recente scomparsa dell’Imam Omar Kobine Layama, che tanto aveva lavorato insieme al Cardinal Nzapalainga  (allora vescovo di Bangui) proprio per ottenere la pace, e con le scaramucce portate dalla campagna elettorale per la prossima data del 27 dicembre, la popolazione rimane sballottata e nuovamente bersagliata da fazioni in perenne agitazione e ribelli senza scrupoli.

Mentre a Bangui e altre località del Paese, i festeggiamenti si sono svolti senza disordini,  ci sono stati purtroppo degli scontri nei pressi di Kaga Bandoro e Birao. Ci vorrà del tempo affinché tornino la pace e la sicurezza in Centrafrica e ancora soprusi, ingiustizie e tragedie sono all’ordine del giorno.

La consolazione rimane nel proseguire con perseveranza l’opera di sostegno ai più dimenticati anche dalle istituzioni locali, che però non sono dimenticati dalla carità cristiana dei sacerdoti e missionari che tanto impegno pongono in questo.  Rimane anche nell’apertura data da Papa Francesco verso la presa di coscienza che la fratellanza universale sia possibile, anzi doverosa e indispensabile per la salvezza di ciascuno. Non solo l’enciclica “Fratelli tutti” è di sprone ai cristiani, ma è anche argomento riconosciuto e appoggiato da altre confessioni religiose e vero e proprio utilizzo del buon senso!

E consolazione ancora più grande per ITA KWE Flavio Quell’Oller, è lo sforzo fatto sin qui per i vari progetti avviati in questi anni e in particolare per il Centrafrica, divenendo fratelli per tutti! Ecco qui qualche foto riguardo l’ultimo portato a termine in ordine di tempo, le tre aule alla scuola P. Pio:

 

Perciò anche in questo tristissimo anno che sta ormai per concludersi, sarà celebrata una Messa di ringraziamento, ricordo, preghiera per i vivi e per i morti, partendo da Flavio. L’appuntamento è per martedì 8 Dicembre alle ore 10  nella chiesa del convento dei Cappuccini di Pontedecimo. Anche in pochi .. la comunione  è con molti fratelli, sentendoci di esserlo per tutti!

Come dai commenti più sotto, postilla doverosa per ricordare che il 5 Dicembre ricorre la

27^ Giornata Internazionale del Volontariato.

Pubblicato da itakweflavio

ITA  KWE  ("Fratello di tutti" nella lingua Centrafricana Sango) è un'associazione nata il 24 maggio 2012 in memoria di Flavio Quell'Oller.     Si prefigge di portare avanti la sua opera di carità missionaria con progetti concreti e duraturi, in Italia e all'estero.  Per un contributo che non costa nulla ma che vale molto, indicare il Codice Fiscale numero: 9 5 1 5 8 2 3 0 1 0 2                                                      

2 Risposte a “Fratelli (per) tutti”

  1. Nell’ENCICLICA “FRATELLI TUTTI” c’è la citazione di Jaime Hoyos-Vásquez, gesuita, colombiano e professore di Metafisica presso la Facoltà of Philosophy dell’Università Javeriana, a Bogotá:

    “In alcuni quartieri popolari si vive ancora lo spirito del “vicinato”, dove ognuno sente spontaneamente il dovere di accompagnare e aiutare il vicino. In questi luoghi che conservano tali valori comunitari, si vivono i rapporti di prossimità con tratti di gratuità, solidarietà e reciprocità, a partire dal senso di un “noi” di quartiere.”.

    Credo che questi “valori comunitari” siano adeguati per questo Santo Natale 2020 e per oggi, 5 dicembre, che è la Giornata Mondiale del Volontariato.

    1. Grazie Tania per averci ricordato la ricorrenza di oggi. Farsi prossimi agli altri non è una cosa ne facile ne scontata in certi casi. Però ci si rende conto sempre più che l’indifferenza e l’egoismo sono un male innanzitutto per chi non è attento a quanti hanno bisogno d’aiuto. Tendere una mano non fa bene solo a chi riceve qualcosa, ma anche a chi dà con generosità.

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