Tra violenza e promesse di pace …

Solo qualche giorno fa avevamo sottolineato come i nostri progetti fossero partiti dal cuore, in particolare dal cuore dell’Africa. Oggi un resoconto di quanto accaduto ultimamente in R.C.A. – da Jean Marius  Zoumalde – referente per radio Siriri a Bouar. ……

Repubblica Centrafricana tra violenza e una promessa di pace con Sant’Egidio

Le città di Bria, Alindao e Bangassou nel sud-est della Repubblica Centrafricana hanno trascorso un mese di maggio particolarmente violento con più di 110 morti a causa di vari scontri tra gruppi armati. Tra gennaio e aprile gli scontri erano stati tra varie fazioni di Seleka per il controllo delle zone aurifere e diamantifere di Bria, Ndassima e anche dell’uranio di Bakouma. Ultimamente gli Anti-balaka hanno deciso di reagire a modo loro per proteggere le popolazioni contro gli attacchi dei Seleka. Ma anche loro vogliono avere il controllo dell’oro e del diamante per trafficare a loro volta. La  forza di pace Minusca sembra impotente di fronte alla ripresa delle violenze. Ciò spinge alcuni osservatori a chiedersi cosa sia stato fatto con tutte le risoluzioni votate all’ONU nel 2013.  Ci sono poi delle voci che parlano sempre di più della sconfitta dell’ONU in Centrafrica perché fino ad adesso non si è riusciti a controllare questi vari gruppi né a limitare i danni sul terreno.

Nell’estrema zona a nord-ovest ugualmente gli uomini  del gruppo “3 R” di Sidiki hanno effettuato un’ operazione di rappresaglia contro la popolazione di Niem. Ufficialmente la giustificazione era quella di cercare i bovini rubati dagli Anti-balaka. Ma lo scopo di fondo è quello di continuare a punire i civili senza difesa, commettendo atti di vandalismo, rubando, bruciando case e uccidendo. Il bilancio ufficiale è stato di 9 morti ma alcuni abitanti parlano di più di 10 morti e numerosi feriti, con l’occupazione della località per quasi un mese prima di rientrare nella loro base di Yelewa.

E’ proprio in questo contesto che la Comunità di Sant’Egidio ancora una volta è intervenuta, invitando i rappresentanti dei diversi gruppi armati del paese a Roma ed è giunta a proporre loro un documento da firmare per cessare le ostilità. Di documenti firmati, il Centrafrica ne ha visti già anche prima della caduta del presidente Bozizé, nel marzo 2013, e vari accordi per evitare la guerra sono stati redatti anche in seguito ma nessuno ha rispettato la firma apposta su questi patti. Per ciò alcuni si chiedono se questo ultimo documento proposto dalla Comunità di Sant’Egidio potrà avere realmente l’effetto che si prefigge. Questo perché la maggior parte dei ribelli Seléka sono mercenari ciadiani trai i quali un nocciolo di islamici che non esitano ad ammazzare i cristiani allo scopo di vendicare i loro fratelli musulmani uccisi a Bangui dagli uomini di Bozizé poco prima della sua caduta.

Anche da parte del Parlamento centrafricano, un altro documento è in preparazione per proporre di giudicare tutti i responsabili di crimini e crimini di guerra e di ogni tipo di abuso per porre fine all’impunità. La situazione diviene sempre più drammatica nelle zone instabili. Dal punto di vista politico, questa situazione giova al presidente del Ciad, Idriss Déby per far rendere al massimo il petrolio di cui il suo paese condivide lo stesso giacimento con la confinante Repubblica Centrafricana. Appoggiato dalla Francia in cambio dei suoi militari mandati in Mali per partecipare alla missione dell’ONU per la pace, è a suo vantaggio il prolungarsi dell’instabilità del vicino Centrafrica perché non ha convenienza vedere il rientro di questi mercenari in patria in quanto potrebbero diventare una grande minaccia per il suo potere.

Jean Marius

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Un commento su “Tra violenza e promesse di pace …

  1. Tania il said:

    Noi speriamo sempre!
    Anche in questo documento proposto dalla Comunità di Sant’Egidio e firmato il 19 giugno da rappresentanti davvero importanti.

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