Umiltà e fiducia ….

L’umiltà e la fiducia degli uomini giusti, che praticano e non solo predicano, che sono grandi proprio perché sanno essere umili. Degli uomini che seguono la verità, che non scendono a compromessi ma che con fede sanno ascoltare la voce di Dio e anche la voce dei figli che si rivolgono a loro con  altrettanta fiducia.  Questo è l’esempio di quei padri che tutti vorrebbero avere. Quei padri di cui forse negli ultimi anni si è sentita la mancanza ..  I padri che oggi forse potranno tornare ad esserci perché da oggi tutto sembra cambiato … I padri che anche a Bocaranga potranno mantenere dignitosamente la loro famiglia grazie al lavoro imparato al Centro Artigianale seguito da p. Cipriano

Ma noi sappiamo che di padri così ce ne sono stati e ce ne sono ancora …  Il nostro ricordo va a Flavio e ai tanti che sono nei nostri cuori …  Anche a padre Toussaint, che lo scorso anno nella notte del 19 Marzo veniva barbaramente ucciso in Cameroun.  A San Giuseppe che con il suo esempio ha accolto il progetto che Dio aveva per lui e che dopo Maria è stato quello più vicino a Gesù e a noi con amore di un vero padre.

Nei tragici giorni in cui tutto il mondo teme per il futuro, la nostra vita deve essere ancorata a ciò che conta davvero, senza timore ma con piena fiducia.  La vera Comunione si sta sentendo in tutti i cuori che si uniscono in modo sincero e lasciano da parte divisioni e differenze oltre l’ipocrisia e l’egoismo.
Questa sera alle 21 siamo chiamati a rispondere all’unisono per sentire i nostri battiti ritmare in un cuore solo che fa salire la preghiera più sincera e filiale che ci sia.  Abbracciamoci tra noi .. armandoci della corona del Santo Rosario, con umiltà e fiducia per poter presto cantare come la poetessa Kathleen O’Meara (Dublino 1839 – Parigi 1888) i versi che sembrano essere stati scritti per il momento che stiamo vivendo. Questa poesia  è del 1869, anno in cui l’epidemia di colera si propagò in Italia. A Genova causò anche la morte di San Francesco Maria da Camporosso (Padre Santo) che si offrì come vittima per la salvezza dei suoi concittadini.  la bellezza della guarigione non solo fisica ma dell’anima. Nel convento di Pontedecimo avvenne il miracolo per la sua canonizzazione (5 Luglio 1945).

 

 

GUARIRE 

E la gente rimase a casa
e lesse libri e ascoltò
e si riposò e fece esercizi
e fece arte e giocò
e imparò nuovi modi di essere
e si fermò
e ascoltò più in profondità
qualcuno meditava
qualcuno pregava
qualcuno ballava
qualcuno incontrò la propria ombra
e la gente cominciò a pensare in modo differente
e la gente guarì.
E nell’assenza di gente che viveva
in modi ignoranti
pericolosi
senza senso e senza cuore,
anche la terra cominciò a guarire
e quando il pericolo finì
e la gente si ritrovò
si addolorarono per i morti
e fecero nuove scelte
e sognarono nuove visioni
e crearono nuovi modi  di vivere
e guarirono completamente la terra
così come erano guariti loro.

 

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