“Fratelli tutti” … un’utopia?

“Fratelli tutti”  …  un’utopia?  Servono miracoli? Su questa terra pare proprio di si, anche se possiamo cercare di avere più pazienza, impegnarci a fare pace dopo un litigio, migliorare il nostro approccio con gli altri,  non farci subito giustizia quando subiamo uno sgarro, ecc. .. ecc. …

“Fratelli tutti” …  troppo difficile?  I primi a non andar d’accordo sono proprio i fratelli di sangue. Caino non è solo quello biblico, siamo tutti quando ci riempiamo di invidia per il nostro fratello che è più bravo di noi e ci trasformiamo in Caino che uccide Abele,  dando spazio al nostro orgoglio, alla cattiveria, all’odio e alla voglia di primeggiare a qualsiasi costo ..

“Fratelli tutti” …. diabolico?  Più ci impegniamo nel proposito di tollerare, rispettare, amare gli altri, più la “buona intenzione” si trasforma in “tentazione malvagia”, il bene che vorremmo fare si trasforma in male che non vorremmo fare (S. Paolo, Sant’Agostino e tanti altri ne sanno qualcosa).

“Fratelli tutti” … utile e necessario!!!  Da centinaia di migliaia di anni l’uomo si arrovella per migliorare la propria condizione di vita. Per quanto vanitoso e ambizioso sia ognuno, è inconfutabilmente provato che gli esseri umani abbiano bisogno gli uni degli altri. La buona novella di Gesù ci dice di vivere in comunione fraterna. Chi ci ha creduto ha sperimentato che si può!

“Fratelli tutti” … anche quando gli altri sono “briganti”? Come possiamo sentire fratello chi ha compiuto un delitto, chi ci ha tradito, ingannato, ferito, testimoniato il falso contro di noi, ci ha ucciso in mille modi? Eppure il Padre “nostro” è lo stesso per tutti, briganti e non: ci ama in egual misura!

“Fratelli tutti” … è l’enciclica che Papa Francesco firmerà il 3 Ottobre ad Assisi. Forse qui troveremo qualcosa su come arrivare a una tale conquista proprio ora che sembra sempre più lontana la voglia di mantenere lo spirito fraterno. La giornata di oggi dedicata ai migranti e ai profughi, ci richiama a un pensiero già su questo.

“Fratello di tutti” … è il tentativo di mettere in pratica il sentimento di fratellanza che deve partire prima di tutto da me. E’ quello che ITA (TI) KWE  significa in lingua Sango, della Repubblica Centrafricana, ed è ciò che Flavio Quell’Oller ci ha lasciato come suo testamento. 

 

Ogni giorno siamo messi alla prova e ogni giorno cadremo almeno una volta,

ma alla fine riusciremo a sentirci davvero fratelli tra tutti noi … be oko!

 

 

 

 

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