Conclusi i festeggiamenti!

Dopo la serata di venerdì 12, trascorsa tra l’emozione e la sensibilità trasmesse artisticamente dalle bravissime coriste de “Il Concerto delle Dame genovesi”, ieri 13 giugno, si sono conclusi in Convento i festeggiamenti in occasione della solennità di Sant’Antonio di Padova, con la consueta benedizione dei bimbi e del pane.

Oltre al ringraziamento particolare a Don Danilo Dellepiane, che durante i tre giorni del triduo ci ha parlato in modo chiaro e coinvolgente della santità (a portata di mano per ognuno, seguendo in modo semplice anche alcuni piccoli consigli di Papa Francesco), grazie anche a p. Maurizio Malatesta (nel giorno del suo 59° compleanno) che ha raccolto il testimone sintetizzando con l’esempio francescano della “Santa Semplicità”.

In contemporanea si è svolta la cerimonia ufficiale organizzata dall’Associazione “La Via del sale”, per l’intitolazione “Piazzetta della poesia” allo slargo sottostante al Convento, dal lato della casa della “Beata Chiara”, con dedica all’amico artista e poeta Antonio (Tonino) Canepa, scomparso nel settembre 2013.

Tonino CanepaImmagine del caro amico Antonio (Tonino) Canepa, poeta sensibile e molto affezionato al Convento dei Cappuccini di Pontedecimo

Significativa la presenza di diverse autorità e del Professor Franco Bampi, autorevole rappresentante della cultura storica ligure ed in particolare della “Lingua Genovese”.

Nel giorno del suo onomastico e del suo 80° compleanno, è stato reso a Tonino l’omaggio che meritava per il suo stile autentico e sincero nel portare avanti con garbo l’arte della poesia d’autore.

Riportiamo sotto uno stralcio relativo al Convento, tratto dai suoi scritti.

Il Convento dei  Cappuccini

            Il giorno 1° ottobre 1640 il Padre Francesco Maria da Genova, Ministro Provinciale, poneva la prima pietra dell’edificio sotto la direzione del Padre Anacleto Roncagliolo su area a sud del Borgo, detta di Monte Galletto, concessa gratuitamente dal Signor Giacomo Cambiaso soprannominato “lo Scattolino”.

Il convento, voluto da Papa Urbano VIII per consolidare la popolarità dei Frati Cappuccini in Genova-Pontedecimo, fu ultimato nell’anno successivo ed il primo Padre Guardiano fu P. Amedeo da Genova.

Spesso alla porta del Convento si trovavano neonati abbandonati che i Frati portavano in Pammatone.

Il 24 settembre 1810  l’esercito napoleonico cacciò i frati dal convento, che fu mutato in caserma.

Alla caduta di Napoleone il Parroco di San Cipriano, dal quale dipendeva la Chiesa di Pontedecimo, promosse una petizione per il ritorno dei frati: così, nel 1818, il convento riprese a funzionare con una scuola elementare pubblica, tenuta dai frati stessi.

Già nel 1645 fu annesso al convento un ampio orto e nel 1830 furono costruite altre due cappelle laterali.

Nel 1860, la piccola campana e l’orologio del basso campanile furono trasferiti su quello nuovo della chiesa di San Giacomo.

Nel 1864 l’Autorità dispose la chiusura del convento, che fu venduto all’asta per la somma di 23.000 lire. Poiché truccata, l’asta si rifece, ed il convento fu comprato dal Signor Francesco Monticelli che lo donò ai Frati: morto nel 1877, lì riposa in una cappella della Chiesa.

I Padri Cappuccini furono sempre vicini alla popolazione di Pontedecimo, in occasioni di pestilenze, inondazioni e calamità, pagando anche con la vita il proprio altruismo.

Nel 1894 fu costruito il Salone Francescano per allestirvi il Presepio con le preziose statue di scuola napoletana e di Antonio Maragliano, trafugate poi nel corso degli anni ‘60.

Nel 1940, la bellissima statua lignea della Madonna Immacolata dell’altare maggiore venne solennemente incoronata da Monsignor Sebastiano Cuccarollo, Arcivescovo di Otranto.

Altre opere d’arte e preziosi libri erano presenti nel convento ed oggi trasferite in luoghi più sicuri.

 

                           Liberamente tratto da “Scritti sul Borgo” di  Antonio  Canepa   

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