Per cambiare qualcosa ….

Non possiamo cambiare la storia … dobbiamo imparare dalla storia e dagli errori commessi. Ma la strada è ancora lunga e c’è tanto da lavorare per giungere ad essere equi, obbiettivi e positivi. Il giorno seguente a quello celebrato in nome “della memoria”, a partire dal 27 Gennaio 2000 in Italia e dal 2005 in tutto il mondo, tiriamo le somme per vedere come possiamo impegnarci concretamente a migliorare qualcosa.

Come già detto, oltre agli orrori del nazismo, gli olocausti nel mondo son stati innumerevoli. Interessante fare un confronto tra le differenti parti del mondo in cui si sono consumate tragedie “da olocausto”, soltanto nella storia degli ultimi secoli:

– il genocidio del popolo armeno, un milione e mezzo di uomini, donne, vecchi e bambini scientemente eliminati dal governo turco nel 1915;
– i dieci milioni di pellerossa massacrati dagli americani nel corso del XIX secolo a cui si aggiungono le vittime indigene della colonizzazione del Sud America e del Canada per un totale di circa 100 milioni di morti;
– le decine di milioni di africani prelevati dalla loro terre e resi schiavi dagli americani per essere utilizzati come animali da lavoro. A questi si aggiungono le vittime dell’Apartheid in Sud Africa;
– i sette milioni di morti in Ucraina dal 1935 al 1937 a seguito delle carestie provocate intenzionalmente dal regime stalinista in quello che era considerato il granaio d’Europa e i quattro milioni di civili vittime dei bombardamenti terroristici alleati in Italia e Germania;

– le decine di migliaia negli eccidi contro la popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, tra il 1943 e il 1945 ad opera dei Comitati popolari di liberazione jugoslavi che si servirono delle foibe e delle cave a cui vanno aggiunte le migliaia di vittime del periodo post-liberazione tra italiani e italiani;
– i tre milioni di civili massacrati per vendetta dall’Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania sul finire del secondo conflitto mondiale;
– le vittime dei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki, inferti dagli Americani al solo scopo di testare i nuovi ordigni, quando il Giappone aveva già avviato le trattative per la resa;
– i tre milioni di vittime civili dell’Armata Rossa nell’occupazione sovietica dell’Afghanistan a cui si aggiungono i morti dell’attuale occupazione americana;
– i due milioni di cambogiani (su sei di abitanti) morti nel loro Paese trasformato dai Khmer Rossi in un immenso campo di concentramento;
– le vittime decedute per fame e torture nei gulag comunisti di tutto il mondo (compresa la Cina con la quale l’Italia e l’Occidente intrattengono ottimi rapporti d’affari), stima oscillante fra i 200 e i 300 milioni di persone;
– i desaparecidos, vittime della repressione anticomunista dei regimi filoamericani in Argentina e Cile e le migliaia di scomparsi per mano dei regimi golpisti in Grecia e Turchia negli anni ‘70;

– le decine di migliaia di morti tra i civili e ancor più tra i militari, arrivando a oltre centomila vittime causate dalla pulizia etnica in Bosnia Erzegovina tra il 1992 e il 1995;
– i massacri in Ruanda, Etiopia, Congo e nel resto dell’Africa centrale per motivi tribali. In quei Paesi, una volta autosufficienti, manca il cibo, ma non le armi fornite a piene mani dagli occidentali che condizionano e sostengono i peggiori regimi dittatoriali per controllare i ricchi giacimenti minerali;
– le vittime della persecuzione anticristiana nel Darfur e nei paesi islamici. In Sudan i cristiani uccisi dalla bande schiaviste ammontano ad oltre due milioni….

– e ancora, ancora, ancora …..

– e ancora gli eccidi più silenziosi consumati a causa delle violenze fisiche, morali e sessuali perpetrate a diversi livelli a partire dalle mura domestiche a quelle degli istituti educativi da persone vicine alle vittime e che avrebbero dovuto proteggerle.  ….. Infine la guerra più atroce: quella tra madri e figli….

Non possiamo cambiare la storia: questa è ed è da sempre macchiata di sangue! Ma nel nostro piccolo, tra i tanti progetti avviati in meno di sei anni, si è sentita forte l’esigenza di operare sia nei luoghi più in difficoltà, sia sul territorio italiano e di Genova in particolare.

Per questo siamo giunti a questo nuovo impegno, che segue in poco tempo quello avviato a fine ottobre 2017: un primo passo per operare l’accoglienza e l’integrazione dei giovani migranti con il corso di informatica e il passo successivo per un’inserimento lavorativo sul territorio tramite la copertura di due borse lavoro.

Come già anticipato sul pezzo che riguarda le buone notizie, andiamo avanti e cerchiamo la soluzione per migliorare qualcosa.

Se nel mondo cala improvvisamente l’oscurità, non imprechiamo per questo. Diamoci da fare e accendiamo anche un sola candela: alla nostra se ne aggiungeranno man mano delle altre e ci sarà più luce!!!

 

 

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Un commento su “Per cambiare qualcosa ….

  1. Tania il said:

    Come una candela accende un’altra e così si trovano accese migliaia di candele, così un cuore accende un altro e così si accendono migliaia di cuori. (Lev Tolstoj)

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