da 23/11/15 a 19/2/16

Aggiornato (più sotto) al 15 Febbraio 2016

Ormai non contiamo nemmeno più quante siano le pagine che negli ultimi due anni e mezzo abbiamo aperto per informare e sensibilizzare su quanto sta accadendo in Repubblica Centrafricana. Eravamo partiti dalla pagina “madre”, con qualche informazione più in generale quasi come Wikipedia,  per passare via via alle diverse “sotto-pagine”: dal Dic. 2013 –

Per i più interessati o curiosi o pazienti, ecco l’elenco come da copertina in alto sull’home page (posizionando il mouse appena sopra la pagina: AFRICA – R.C.A. –

dal 2/6/15 al 19/11/15;                dal 5/1/15 al 31/05/15;           dal 10/7/14 al 31/12/14;

dal 5/05/14 al 10/07/14               dal 17/3/14 al 5/05/14;            dal 29/1/14 al 20/3/14;   

 dal 7/12/13 al 28/1/13:  

ben 7 (sette!!) sotto-pagine strapiene di notizie e di informazioni che forse solo gli affezionati al Centrafrica saranno stati interessati a leggere, però …. ora c’è un “però”!!

Siamo prossimi alla visita di Papa Francesco in Africa e la R.C.A. è stata proprio scelta come simbolo dell’anno santo straordinario, dedicato alla Divina Misericordia: in data 29 Novembre 2015 (Prima Domenica di Avvento) il Papa darà l’avvio ufficiale a questo nuovo anno liturgico con l’apertura della Porta Santa della Cattedrale di Bangui.

Anche se laici e non credenti, tutti coloro che hanno un pizzico di buon senso e di civiltà, dovrebbero aver rispetto per quest’atto coraggioso, tanto più dopo i tristissimi fatti di una decina di giorni fa a Parigi, che hanno provocato una reazione a catena di violenza e di vendetta. Ancor più tanti battezzati dovrebbero fare un bell’esame di coscienza e convertire la rotta (fabbricazione e commercio di armi – commercio illegale di diamanti – controllo del mercato petrolifero – corruzione e arricchimento egoistico).

Cominciamo quindi a riempire l’ottava pagina con la speranza che finalmente, dopo tanta sofferenza e tanto dolore, il Centrafrica rialzi la testa ed i suoi governanti non si lascino abbagliare dall’idea del potere e della ricchezza, ma facciano scelte dignitose e responsabili.

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Anche se dal 18 Dicembre si è diffusa la notizia della chiusura dell’agenzia di stampa Misna (principale fonte delle nostre informazioni già in lingua italiana) per la quale ci schieriamo totalmente appoggiando in pieno la petizione in corso, attingiamo da oggi direttamente dalla stampa centrafricana per aggiornare ……….. su come va in Repubblica Centrafricana!!!???

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Bangui – 15 Febbraio 2016 – svolte in data di ieri le elezioni presidenziali che vedevano il ballottaggio tra i due vincitori della tornata precedente:  Anicet Georges Dologuélé e Faustin Archange Touadéra. La situazione sembra tranquilla!!

Oltre alle notizie apparse (non molto numerose a dir il vero!) sui media, possiamo contare in questi tempi sulla testimonianza diretta di alcuni volontari partiti il 1° Febbraio e dislocati tra Bangui – Bouar – Bocaranga, più una delegazione di Cappuccini liguri recatisi in R.C.A. per partecipare al capitolo locale dei confratelli delle provincie del Ciad e R.C.A. –

Dalle telefonate ricevute dai nostri amici, sembra che la visita del Papa sia servita davvero a calmare gli animi e, sebbene persistano situazioni di disagio e di instabilità con ancora diversi sfollati e carenza di servizi in alcune zone, la volontà dei più e per un rapido ritorno alla normalità!

Attingiamo anche da euronews per riportare le informazioni in lingua italiana:

Video su ballottaggio presidenziali del 14/02/2016

Urne aperte oggi nella Repubblica Centrafricana. Al via il secondo turno dell’elezione del presidente che dovrà condurre il Paese oltre le violenze intercomunitarie che lo hanno dilaniato negli ultimi tre anni.  Una scelta cruciale e urgente per la popolazione che soffre per una crisi che ha impoverito e lacerato la società in maniera profonda:

 “Tutti vogliono votare – racconta una residente di Bangui – per avere la pace, coesione sociale perché molte persone hanno perso tanto, speriamo che con queste elezioni si torni alla normalità”.

Dei 30 candidati in lizza sono rimasti due contendenti, entrambi ex premier: Anicet Georges Dologuélé e Faustin Archange Touadéra. Entrambi puntano su sicurezza, giustizia e rilancio dell’economia.

R.C.A. – Bozum, 4 Febbraio 2016 –

Copiamo dal sito di p. Aurelio Gazzera (Carmelitano) per avere le ultime notizie in italiano che riguardano la zona di Bozoum non molto distante da Bouar:

“Mentre si calmano un po’ le cose, dopo gli spari di domenica e di ieri, ci prepariamo alla partenza verso il Ciad di parte dei musulmani. Il problema che i più poveri rimarranno a Bozoum, sotto la minaccia di attacchi DEGLI ANTIBALAKA (CHE IERI HANNO LANCIATO 4 GRANATE, DI CUI UNA è RIMASTA INESPLOSA – VEDI FOTO-)  stiamo cercando una soluzione per aiutarli e proteggerli….

granata inesplosa a Bozoum

Domenica 2 febbraio 2014

Dopo qualche giorno di calma, verso le 14 sentiamo dei colpi di arma da fuoco.

La mattina i militari Camerunensi della Misca, facendo una pattuglia in città, hanno visto un uomo con un fucile. L’hanno avvicinato ma l’uomo ha sparato su un soldato della Misca ed è fuggito.
I militari hanno chiesto alla gente di indicargli l’abitazione dell’uomo ma, non avendo ricevuto risosta, hanno fatto salire le persone sul blindato. Le hanno interrogate una a una nella loro base e le hanno lasciate partire, senza trovare il colpevole (due donne sono poi arrivate all’ospedale, una con un braccio rotto, dicendo che erano state picchiate dai militari della Misca nel corso dell’interrogatorio… ma è impossibile verificare…).
Verso le 15 scendo in città: c’è molta gente sulla strada principale. Vado a visitare i militari della Misca che mi danno la loro versione. Uscendo dalla base, c’è molta gente che grida e pretende la partenza della Misca da Bozoum. Cerco di farli ragionare ma non è facile.
Passo un momento a visitare i 2.500 mussulmani e Mbororo radunati nel loro settore e, al ritorno, vedo che dei pneumatici sono incendiati davanti alla Misca.
Ci sono degli spari in aria dei soldati della Misca e, più tardi, in molti luoghi la gente incendia altri pneumatici.

Lunedì 3 febbraio 2014

Notte abbastanza tranquilla, malgrado i fuochi.
Le scuole pubbliche sono chiuse e un maestro e degli alunni della scuola della Missione cattolica sono minacciati da un anti balaka, che sono numerosi in città, con fucili, machete…
Verso le 8 scendo in città, facciamo una riunione con la Misca, OCHA, e Medici senza Frontiere e, dopo, ne facciamo un’altra con 4 capi degli antibalaka…
Ci sono delle spiegazioni, da una parte e dall’altra e la discussione è buona e franca ma, verso le 9,30 dobbiamo fermarci perché si sentono degli spari…
In effetti, gli antibalaka hanno attaccato la zona dove i 2500 tra mussulmani e Mbororo sono rifugiati… Malgrado la protezione della MISCA (tra cui 3 militari feriti) ci sarà un morto e 14 feriti, di cui
uno grave. I feriti sono stati colpiti da arma da fuoco, machete e anche da granate (di cui una rimasta inesplosa…).
Verso le 13 la situazione sembra più calma e alle 15 vado a vedere il luogo dove si trovano i Mussulmani…
Nel pomeriggio non ci saranno più spari… vedremo!”

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Bangui, 26 Gennaio 2016

Annullato ufficialmente il primo turno delle elezioni politiche a causa delle numerose irregolarità constatate durante le operazioni di voto.

La Corte costituzionale di Bangui ha invece certificato il buon svolgimento delle presidenziali, confermando cheAnicet Georges Dologuélé, ex primo ministro, favorito della vigilia, sarà uno dei protagonisti del ballottaggio, insieme a un altro ex capo del governo, Faustin Archange Touadéra. Il secondo turno è previsto il 31 gennaio ma fonti attendibili parlano di uno slittamento tra il 7 e l’8 Febbraio.

Quanto alle legislative, dovranno essere riconvocate entro 60 giorni.

Le elezioni politiche e presidenziali si sono svolte nella stessa data, il 30 dicembre scorso con diverse situazioni incresciose a causa della disorganizzazione inevitabile dopo i tre anni di conflitto civile.

La speranza della popolazione è che il processo democratico contribuisca a far uscire il paese dalla situazione di instabilità, povertà e dai conflitti interconfessionali fra cristiani e musulmani che caratterizzano il quotidiano di questa ex colonia francese da oltre tre anni.

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Bangui – 15 Gennaio 2016

A distanza di 15 giorni dalle votazioni non sono ancora stati ufficializzati i risultati elettorali.

Da radio Ndeke Luka:

I risultati finali del primo turno delle elezioni presidenziali del 30 dicembre sono ancora in attesa di approvazione, mentre l’articolo 124 del codice elettorale prevede che “il risultato delle elezioni del Presidente della Repubblica è proclamato dalla Corte Costituzionale di transizione entro 15 giorni dalla data delle elezioni”.  Ma non è così! Una fonte vicina alla più alta corte ha detto a Radio Ndeke Luka che “il CTC sta facendo un sacco di lavoro prima della pubblicazione dei risultati”. Diversi i candidati per le elezioni presidenziali del 30 dicembre hanno contestato i risultati provvisori rilasciati dall’Autorità Nazionale delle Elezioni  (NSA) e  a proposito delle elezioni, il rappresentante speciale del Segretario delle Nazioni Unite generale del paese, perfetto Onanga Anyanga , visitando Radio Ndeke Luka il Giovedi, chiesto ai candidati con denunce da fare, di rinviarle alle autorità legali per poter fare i chiarimenti necessati in fretta.

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R.C.A. – 9 gennaio 2016 
da  RFI   del 09/01/2016

I risultati provvisori pubblicati dall’Autorità Nazionale Elettorale danno Anicet George Dologuélé e Faustin Archange Touadéra qualificati per il secondo turno delle elezioni presidenziali, che si terrà 31 gennaio, ma questi risultati devono ancora essere convalidati dalla Corte costituzionale e le dispute stanno cominciando a farsi sentire. Martin Ziguélé, arrivato quarto con il 10,8% dei voti, denuncia frodi e fa un appello:Quello che è successo è che c’è stato un intervento della catena di raccolta e diffusione dei risultati, che non siamo d’accordo perché non riflettono assolutamente niente. (…) Quando è troppo è troppo! Ci sono state frodi massicce e siamo a raccogliere le prove. “

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9 gennaio  2016

01/08/16 (Ecofin Agenzia) – Christine Lagarde, il Direttore del Fondo monetario internazionale in visita in Camerun, ha suggerito che i paesi membri della Comunità economica e monetaria dell’Africa centrale (CEMAC), dovrebbero finire l’uso diffuso di esenzioni fiscali e doganali discrezionali.

“Tali deroghe compromettono le entrate complessive statali e indeboliscono la governance”, ha detto la signora Lagarde durante un incontro Venerdì 8 gennaio, 2016 con i Ministri dell’Economia dei paesi membri della subregione. Secondo la DG del Fondo monetario internazionale, la mobilitazione di entrate nazionali deve inoltre tener conto importanti questioni fiscali internazionali che hanno un impatto sulla base imponibile relativa a industrie estrattive.

“Queste considerazioni possono essere particolarmente rilevanti nei paesi ricchi di risorse naturali, come alcuni paesi della CEMAC, per evitare l’erosione della base imponibile e di profitto trasferimenti”, ha detto Christine Lagarde, aggiungendo che il subregione deve continuare la mobilitazione di risorse non petrolifere e farle raggiungere il livello comunitario di convergenza 17% (attualmente è del 15% cioè).

Inoltre, il FMI raccomanda la dell’Africa centrale ora priorità gli investimenti in infrastrutture.“Questo può richiedere che si riducono le dimensioni di alcuni piani. La selettività nello sviluppo delle infrastrutture – sulla base dei loro meriti economici e di redditività – può aiutare a guidare questo lavoro, “ha ricordato Christine Lagarde.

Christine Lagarde: "La CEMAC deve finire esenzioni fiscali e doganali discrezionali"Alla fine ha consigliato di rafforzare la sua integrazione subregionale CEMAC e migliorare il clima aziendale. Nella classifica Doing business della Banca Mondiale che valuta le riforme a favore del clima economico del paese, è emerso che nella zona CEMAC, le aziende devono spendere in media 572 ore per adempiere agli obblighi fiscali CEMAC, contro 304 ore in altri paesi africani. Inoltre, i tempi di sdoganamento delle esportazioni sono 40 giorni per le importazioni e 50 giorni.

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Centrafrique-Presse.com  – 9 gen 2016
Repubblica Centrafricana: Onu ritira la minusca contingente congolese

 

9 Gennaio 2016 (AFP)

Le Nazioni Unite hanno deciso di ritirare il contingente di pace congolese che operano all’interno della sua missione in CAR (minusca), che non è abbastanza buono, ha detto Venerdì il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric.

Questo contingente della Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha fatto “progressi”, ma queste truppe “solo in parte soddisfare i requisiti delle Nazioni Unite per le attrezzature, l’assunzione di controllo e di prontezza al combattimento” ha detto il signor Dujarric.

Ha detto che il contingente “non verrà sostituito.” Il contingente congolese della missione ha avuto 807 soldati e 118 agenti di polizia.

Il minusca, ora circa 10.000 uomini forti, tra cui aiutare il governo a preparare e fissare una serie di elezioni per assicurare una transizione politica in Africa centrale.

9 gen 2016
 Repubblica Centrafricana: UN esclude contingente del piano terra del minusca

Habibou Bangre (Le Monde collaboratore Africa, Kinshasa) Le Monde.fr

8 Gennaio 2016  – h 10:14

Il contingente della Repubblica Democratica del Congo (RDC) è stato sotto i riflettori, ma ora è ufficiale: le sue truppe non saranno rinnovati alla Missione delle Nazioni Unite in Africa centrale, il minusca.  “Nonostante i miglioramenti tra la prima visita pre-implementazione nel mese di novembre e la seconda nel mese di dicembre, la pace reparto di manutenzione [delle Nazioni Unite] ha ritenuto che i progressi compiuti per soddisfare lontano solo in parte i criteri stabiliti dalle Nazioni Unite“, ha detto un portavoce per il reparto.

Di conseguenza,  “il battaglione attualmente schierato nella RDC minusca verrà rimpatriato senza sostituzione”, ha aggiunto, ringraziando il Paese per i servizi. Le autorità politiche e militari congolesi erano irraggiungibili per un commento Venerdì sera la decisione delle Nazioni Unite di uscire il suo contingente di minusca che con la forza francese “Sangaris” si propone di fermare un ciclo mortale della violenza settaria che ha avuto inizio in ritardo 2013.

 

Degli elementi contingenti RDC sono stati citati in almeno quattro casi di stupro. Kinshasa non aveva risposto alle prime tre notifiche delle Nazioni Unite, che, alla sua quarta indirizzo, chiesto Kinshasa per condurre un’indagine e minacciato di imporre sanzioni in caso di recidiva. Nel processo, una squadra congolese è stato incaricato di investigare il quarto caso. Conclusione: ha concluso che l’innocenza dei suoi tre forze di pace coinvolto e denunciato il montaggio.

Molteplici gli abusi

Nel mese di novembre, un alto funzionario delle Nazioni Unite aveva detto l’Africa mondo come Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha voluto separare il risultato contingente congolese di  “molteplici abusi”, tra cui  “stupro”  e  ” reati comuni come il furto e estorsione “. Egli ha aggiunto che il problema era di separare dal contingente RDC senza”perdere la faccia  “, ma anche per trovare un paese per sostituire 850 soldati che aveva schierato nel minusca, che ha 11.600 soldati e civili. Il paese dovrebbe fornire più truppe non è stato ufficialmente annunciato, ma il nome della Mauritania corre.

Ban Ki-moon ha espresso più volte il suo desiderio di sconfiggere il  “cancro”  della violenza sessuale attribuita ai caschi blu, che sporca l’immagine dell’organizzazione e dei suoi valori. Egli si è detto pronto a  “rimpatrio intera quota”  se gli stati non puniscono i colpevoli. Nel mese di agosto, il generale Babacar Gaye, capo della minusca, è stato licenziato dopo le rivelazioni di abusi sessuali ai danni dei bambini da forze di pace.

Habibou collaboratore Bangre Il Mondo Africa, Kinshasa

da Radio Ndeke Luka – 5 Gennaio 2016

Nel pezzo riportato si danno ancora solo gli esiti provvisori, ma è interessante l’elenco dei diversi candidati e i numeri delle relative preferenze che hanno ottenuto. Ovviamente c’è chi si sta già mobilitando per annullare tutto quanto e rifare le elezioni.

Il pezzo è in francese, ma abbastanza comprensibile:

http://www.radiondekeluka.org/politique/item/24176-pr%C3%A9sidentielle%20-53%20-des-proc%C3%A8s-verbaux-trait%C3%A9s-pour-un-taux-de-participation-de-72%20.html

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Bangui – 4 gennaio 2016

Aggiornata 4 gennaio 2016 alle 05:42 da  Vincent Duhem

Dopo l’euforia della mobilitazione di massa degli elettori centrafricani nel  primo turno delle elezioni presidenziali il 30 gennaio, le tensioni aumentano a Bangui in attesa dei risultati, mentre i dati completi sono attesi per da Giovedì o Venerdì.

La sorpresa Touadéra

Lunedì 4 gennaio i risultati parziali riportati nel tardo pomeriggio hanno confermato in testa Faustin Archange Touadéra. Touadéra è un ex primo ministro (2008-2013) dell’ex presidente François Bozizé, che si è presentato come candidato indipendente. Con 146.758, è per ora uno dei favoriti, come Anicet Georges Dologuélé (109.519 voti), ma anche  Jean-Serge Bokassa (68.815 voti) e  Desiderio Kolingba (57.139 voti). Martin Ziguélé finora è accreditato solo con 36.442 voti.

Domenica 3 Gennaio, dopo una riunione in albergo Ledger, una dozzina di candidati aveva fatto richiesta per la sospensione del processo elettorale. Rifiutando di essere “complici di questa mascherata elettorale” i firmatari hanno invitato “tutti gli attori coinvolti a sedersi intorno ad un tavolo.”  Il testo è firmato da quindici candidati la cui Karim Meckassoua, Sylvain Patassé, Charles Armel Doubane.

Jean-Serge Bokossa e Desire Kolingba sono sulla lista dei firmatari della dichiarazione, ma non l’hanno paragrafata.

“Lacune”, “irregolarità”, “intimidazioni”

“Le operazioni elettorali hanno evidenziato gravi carenze di organizzazioni, molte irregolarità e intimidazioni nel processo di voto, e la natura delle manipolazioni a mettere in discussione radicalmente la sincerità, la trasparenza e la credibilità delle elezioni”, sono stati, hanno detto nella loro dichiarazione, “Queste gravi carenze del processo elettorale in corso porteranno al rifiuto dei risultati da parte della popolazione, provocando inevitabilmente una nuova conflagrazione nel paese”, si legge nella dichiarazione.

“Tutti questi candidati stanno già perdendo e non sanno come regegre il gioco. Nessuno ha inviato rappresentanti che controllano il centro di conteggio per il trattamento di ANE. Dobbiamo richiamarli all’ordine“, risponde una fonte fonte diplomatica del G8 (comitato composto dai rappresentanti di Francia, Stati Uniti, Unione europea, CEEAC, le Nazioni Unite, il Congo – Brazzaville , la Banca mondiale e l’Unione africana).

Se la comunità internazionale ha accolto con favore il voto, le operazioni di conteggio sono più problematiche. Richiedono tempo, i risultati sono centralizzati nelle prefetture prima di essere trasportati a Bangui. Un periodo favorevole per le voci e speculazioni che la capitale centrafricana desidera ardentemente. Queste operazioni vengono eseguite anche in un clima sgradevole. Tanto che Domenica, un’urna contenente 200 schede elettorali della diaspora centrale in Marocco è stato trovato in un taxi dall’aeroporto …

Vincent Duhem

Leggi per voi: Centrale: polemiche per i primi risultati parziali delle presidenziali

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da Centrafrique-presse – 3 gennaio 2016
Bangui: la complessità di conteggio dei voti

da  RFI  del 02/01/2016

A Bangui, l’autorità nazionale delle elezioni continua a elaborare i risultati delle elezioni presidenziali e legislative. Le operazioni richiedono tempo e i risultati non sono ancora stati resi noti.

Oggi, 2 gennaio 2016, diversi voli delle Nazioni Unite hanno consegnato i risultati di 6 dei 16 prefetture che compongono la Repubblica Centrafricana. Si dovranno attendere ancora diversi giorni prima che i risultati di tutto il paese arrivino nel centro di elaborazione dati della capitale. Il meccanismo di trasmissione è lenta, perché le linee di comunicazione sono irrisorie nel paese.

In particolare, tutti i risultati provinciali devono recapitare i loro risultati nelle sedi delle prefetture, i risultati saranno poi inoltrati a Bangui. Lì arriveranno al Centro Elaborazione Dati (CPC).Saranno controllati accuratamente prima di essere convalidati dalla Corte Costituzionale.

Una volta che questa procedura sarà completata, l’autorità nazionale dei risultati delle elezioni potrebbe annunciare l’esito parziale o definitivo. Questo è quello che è stato fatto oggi, 2 Gennaio, annunciando i risultati parziali della città di Bangui. Due terzi dei voti della capitale sono noti: il trio di testa è composto da  Faustin ArchangeTouadéra,  Anicet Georges DologuéléDesire Kolingba.

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Un po’ di immagini tratte da Centrafrique-presse, che documentano il regolare svolgimento delle elezioni nelle differenti zone del Paese:

da Centrafrique-presse, 30 Dicembre 2015

Repubblica Centrafricana: aprono le elezioni della disperazione

http://www.lalibre.be/   Marie-France CROS   Mercoledì 30 Dicembre, 2015 h 6:38

Leggi per voi: Repubblica Centrafricana: elezioni anticipate di disperazione

Oggi, Mercoledì 30 Dicembre 2015 la metà della popolazione adulta della R.C.A.- su un totale di meno di cinque milioni, dovrebbe andare alle urne per il primo turno delle presidenziali e legislative dovrebbe mettere il paese in carreggiata, dopo decenni di “nulla” – sotto l’egida dei dittatori sostenuti da Parigi – e tre anni di conflitti mortali, dopo la cacciata del l’ultimo di loro.

Ma gli auspici sono terribilmente bui. Soprattutto perché il decadimento del paese non garantisce che le condizioni di queste elezioni saranno in grado di prendere in considerazione propositi credibili.

L’ultima linea retta verso il baratro percorsa dalla più trascurata delle ex colonie francesi, inizia con la coalizione ribelle della Seleka contro il dittatore François Bozizé. Mentre è nato nel nord-est, con una grande popolazione musulmana e fa conto di ciadiani tra suoi membri, Bozizé ha cercato di resistere in base al tipo di propaganda religiosa,  anche se il conflitto non ha nulla a che fare con questo. Ciò non gli impedisce di essere rovesciato dal potere nel marzo 2013.

Tre favoriti per la carica di Presidente

Il governo inetto di Seleka e gli abusi commessi dai suoi membri ha portato alla creazione di milizie “Anti-Balaka” (anti-machete) tra i non-musulmani, che ben presto si sono impegnati in una vera e propria pulizia etnica.

Il Presidente nominato dalla Seleka,  Michel Djotodia, sotto la pressione internazionale ha lasciato il posto a Catherine Samba-Panza, incaricata di organizzare le elezioni, ma non in grado di prevenire ulteriori spargimenti di sangue, mentre i due campi sono divisi in fazioni, complicando ulteriormente ogni tentativo di riconciliazione.

Oggi, una trentina di candidati alla presidenza sono in corsa tra loro; sono esclusi gli ultimi tre capi di Stato. Tre nomi spiccano, ma si prevede un secondo turno nel mese di gennaio.

Tra questi, il favorito sarebbe il principale avversario Bozizé, Martin Ziguélé, 58 anni. L’ex primo ministro del Presidente Ange Patassé (rovesciato da Bozizé nel 2003) ed ex ispettore delle imposte che ha guadagnato una reputazione di uomo che ha imposto la sua lotta contro la corruzione. Ha resistito a due colpi di stato (con il General Kolingba e con Bozizé) ed è il candidato sostenuto dalla Francia.

Il suo rivale principale è Anicet-Georges Dologuélé, 58 anni troppo, nativo di Bocaranga (Nord) ed ex primo ministro di Patassé. Questo economista e banchiere ha una buona gestione della sua immagine – ma di contro aveva lasciato venticinque-trenta mesi di arretrati di stipendio ai dipendenti pubblici che quindi lo hanno lasciato come primo ministro e si sono alleati con il partito di Bozizé.

Infine c’è Abdoul Karim Meckassoua, 62 anni che appartiene alla minoranza musulmana. Ex ministro di Bozizé, vive in PK5 (famoso Kilometro 5 – il quartiere musulmano della capitale, teatro di numerosi abusi da anti-balakas) – ma è presente con la sua  campagna elettorale anche nei quartieri cristiani. Sarebbe supportato da Brazzaville (Congo).

Se Martin Ziguélé supera il turno come candidato con il programma più strutturato, sarà principalmente sulle alleanze etnico-politiche che si giocheranno i risultati.

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Bangui, 28 Dicembre 2015 – Elezioni Presidenziali e legislative rinviate al 30 Dicembre

da  Journal de bangui – fonte Rfi – 24 Dicembre 2015

Annunciato oggi che il primo turno delle elezioni presidenziali e legislative nella Repubblica centrafricana avrà tre giorni di ritardo, passando dal 27 al 30 Dicembre 2015

Il paese di nuovo in attesa.
Il primo turno delle elezioni presidenziali e legislative che si doveva tenere Domenica 27 Dicembre è stato rimandato di tre giorni a causa di difficoltà logistiche che hanno bisogno di un paio di giorni per essere risolte. La decisione è stata presa dal presidente Catherine Samba-Panza dopo un incontro con i rappresentanti delle istituzioni di transizione e la comunità internazionale.
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Bangui: Mercato Centrale in fiamme

da  Journal de Bangui – fonte RJDH – 2015/12/23

 

Un nuovo caso di incendio si è verificato al Mercato Centrale di Bangui, Lunedì 21 dicembre alle ore 19 circa. Più di otto  negozi sono stati bruciati.

 

Un commerciante del mercato centrale ha riferito che prima di lasciare il mercato, sono state adottate misure prima della chiusura del suo negozio. “Ieri a 17 ore, ho fatto tutti i miei arrangiamenti per spegnere tutti i dispositivi che sono nel negozio ed è da 18 ore ho appreso che alcuni negozi compreso il mio furono bruciati “, ha testimoniato. Per Judicaël Dawa, una delle vittime è un problema elettrico che è all’origine del fuoco. “Abbiamo registrato casi di mancanza di corrente nel giorno Lunedi per un’ora di tempo, e che la domanda di energia elettrica è una delle cause del fuoco “, ha sostenuto. Egli ha anche sottolineato che la squadra dei vigili del fuoco del minusca e ASECNA sono stati messo in campo per spegnere il fuoco, purtroppo hanno provato a invano di evitare che il fuoco.

I commercianti del centro ENERCA chiedono ai funzionari a rivedere le proprie connessioni nel mercato per evitare ripetutamente un incendio. Una fonte ENERCA ha sottolineato che solo le indagini possono determinare l’origine del fuoco. Questo è il terzo incendio nel mercato centrale a Bangui dall’inizio del 2015.
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Da radio Ndekè Luka

1 ° turno delle elezioni in RCA: questa la comunicazione di Cyriaque Gonda

Mercoledì 23 dicembre 2015 11.41

1er tour des élections en RCA : mise en garde de Cyriaque Gonda
Il candidato del Partito nazionale per una nuova centrale (PNCN) per le presidenziali del 27 dicembre, Cyriaque Gonda, ha messo in guardia contro ogni tentativo di offuscare l’organizzazione del primo turno delle elezioni raggruppate in R.C.A. Nel corso di una conferenza stampa, Cyriaque Gonda ha affermato che vuole elezioni trasparenti e credibili. “Ho  avuto modo in quartieri e distretti di Bangui di stare con i giovani, uomini e donne. Gli uomini sono stati mobilitati per spiegare la situazione del paese. Tutto quello che chiediamo è che le le elezioni si svolgano in trasparenza. Non accetteremo le frodi, non accetteremo la rapina. “Secondo il candidato del PNCN, le voci circolate di frode risalgono fin dal lancio della campagna elettorale e voci insistenti dicono che il futuro inquilino Presidente della Repubblica è già stato nominato dalla comunità internazionale, prima delle elezioni stesse. Per Cyriaque Gonda, spetta agli africani centrali di scegliere uno che li porterà per i prossimi cinque anni a venire. “Un sacco di cose sono state dette. Ci sono persone che dicono che sono candidati dall’Europa, di Sassou Nguesso. A volte, la gente dice che stanno per organizzare tutto, ma io non lo permetterò. Il popolo deve avere il suo candidato. E’ il candidato del popolo che deve vincere. La gente era troppo addolorata da barattare la propria volontà” , ha detto Cyriaque Gonda.

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SOLO OGGI L’ONU DICHIARA IL RISULTATO DELL’INDAGINE SULLA STRAGE DI CIRCA 100 CIVILI CENTRAFRICANI AVVENUTA NEL CORSO DI UN ANNO E MEZZO AD OPERA DI “UOMINI ARMATI VENUTI DAL CIAD” E DI ALTRI SOPRUSI PERPETRATI, SENZA PERO’ DARE UNA RISPOSTA DEFINITIVA SUL “PERCHE’ ” DI TUTTO QUESTO.

23 Dicembre 2015 – da Centrafrique-presse

Con  RFI   23-12-2015 a 06:52

Nel Nordovest del Paese, nei villaggi confinanti Ciad, diverse incursioni delle forze del Ciad hanno lasciato decine di morti e feriti tra la popolazione dopo la chiusura del confine tra Ciad e Repubblica Centrafricana, nel maggio 2014. Almeno 86 civili R.C.A. morti e feriti diciotto ultimi diciassette mesi. Si precisa che il gruppo di esperti delle Nazioni Unite per l’Africa centrale nel suo rapporto pubblicato Lunedi, al 21 dicembre.

Omicidi, saccheggi, estorsioni, spostamenti forzati … La lista delle violenze da parte delle forze di sicurezza e l’esercito ciadiano sui civili auto in R.C.A. nord-occidentale, è lunga.

Il gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha raccolto le testimonianze delle vittime sul posto, ma anche autori di questi attacchi. Per ogni attacco, lo stesso scenario: dopo lo scatto in aria per scacciare gli abitanti, uomini armati in abiti simili a quelli delle forze di sicurezza ciadiane distruggono villaggi.

Così nel marzo 2015, il villaggio di Dokabi è stato saccheggiato. Ventisette uomini a bordo furgoni dell’esercito ciadiano hanno incendiato almeno quindici case dice il rapporto. Gli esperti hanno potuto vedere in prima persona i fori dei proiettili nelle case.

Un altro risultato provato: ostacolato il ritorno in Patria dei rifugiati centrafricani in Ciad. La gente, tra cui donne e bambini, che cercavano di attraversare il confine per tornare a casa sono stati aggrediti dalle forze di sicurezza del Ciad, dice il rapporto. Un rapporto che però non dà alcuna spiegazione sui motivi di queste incursioni delle forze del Ciad.

Forze armate ciadiane per gli attacchi contro i civili in CAR

da misna, 15 Dicembre 201517:05CENTRAFRICA

CAPO PARTITO EX PRESIDENTE FERMATO ALLA FRONTIERA

Economia e politica

È stato fermato alla frontiera con il Camerun mentre cercava di lasciare il Centrafrica Bertin Béa, capo del partito del deposto presidente François Bozizé, il Kwa na kwa (Knk).

L’uomo politico, secondo le autorità, stava tentando di fuggire dal paese. Era già stato messo agli arresti ad agosto per lo stesso motivo ed era stato poi ‘liberato’ da una mobilitazione dei suoi sostenitori al momento di comparire in tribunale. Tuttora deve rispondere alla giustizia centrafricana di dichiarazioni che, secondo i magistrati, avevano compromesso l’ordine pubblico.

Béa, da parte sua, afferma che in Camerun avrebbe dovuto recuperare del materiale per la sua campagna elettorale: è infatti candidato alle legislative che dovrebbero svolgersi, come le presidenziali, il 27 di questo mese. Béa aveva materialmente presentato anche la candidatura di Bozizé a capo dello stato, poi respinta. Quest’ultima decisione aveva provocato una mobilitazione in armi di suoi sostenitori.

Proprio in quella che è considerata una roccaforte del Knk nella capitale Bangui, il quarto arrondissement, è stata aperta un’inchiesta per i disordini che si sono verificati durante il referendum costituzionale che si è svolto domenica. Qui e in altre parti del Paese, le violenze avevano limitato la possibilità di votare. Per questo le urne sono rimaste eccezionalmente aperte anche nella giornata di ieri, oltre che in alcune aree di Bangui, anche a Bria (est), Ndele (nord), Kaga Bandoro (nord), Bossangoa (ovest) e nei campi per rifugiati in Ciad e Camerun.

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da Centrafrique-presse – 13 dicembre 2015

Bangui -. AFP / 13 dicembre 2015 – 2:30 p.m. Colpi con armi pesanti hanno colpito oggi il quartiere PK5 a maggioranza araba, dove sostenitori e oppositori si sono affrontati nel referendum costituzionale erano in attesa alla scuola Baya Dombia in cui si trovavano molti elettori, mentre in prossimità erano presenti dei caschi blu senegalesi della Missione delle Nazioni Unite in CAR (minusca) per proteggere gli elettori. Sei persone sono rimaste ferite nei nuovi scontri, ha dichiarato all’Afp un dipendente della Croce Rossa.  Al mattino, la Croce Rossa locale aveva già riferito di aver ricevuto cinque feriti, due dei quali in gravi condizioni in seguito a scambi di arma da fuoco nello stesso quartiere.  La partecipazione al referendum di oggi che dovrebbe consentire l’adozione di una nuova costituzione, ma serve anche come un test per l’organizzazione delle elezioni presidenziali e parlamentari scadenza 27 dicembre, divide i musulmani della ex ribelle Seleka, alcune fazioni come l’ex numero 2 Noureddine Adam che respingono la partecipazione elettorale, ma altri musulmani vogliono votare: alcune decine di loro hanno così manifestato la mattina davanti alla sede della missione Onu (minusca) a Bangui con cartelli riportanti:  “Vogliamo votare”; “Voglio votare, se devo morire per questa votazione non importa, andrò fino in fondo”.  Allo stesso modo, la partecipazione al processo elettorale imposto dalla comunità internazionale divide le milizie anti-Balaka, a maggioranza cristiana. Gli oppositori si trovano tra i sostenitori dell’ex presidente François Bozizé la cui candidatura alla presidenza è stata respinta dalla Corte Costituzionale.  Spari ed esplosioni di granate sono stati anche sentiti a GoBongo, roccaforte Anti-Balaka nella capitale, ferendo tre persone, secondo una fonte della sicurezza.

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10 Dicembre 2015 – Direttamente da Bangui ci arriva la lettera di fra’ Alberto Visentin, ex T.V.C. come Flavio e nuovamente in Centrafrica  come religioso. Anche a lui va il nostro grazie per la sua presenza in loco, malgrado le difficoltà e le insicurezze di questi ultimi anni ha fatto ritorno in R.C.A. – Momentaneamente al postulato  comboniano in Bangui, era stato nel mese di agosto tra le popolazioni pigmee a Moungoumba nella diocesi Mbaiki (di Mons. Rino Perin). Ricoprirà ora l’incarico di economo nella Maison Comboni, dietro il palazzo presidenziale. Prima di fare rientro in Italia, nel 2010, era a Grimari nella diocesi di Bambari, dove sono tuttora presenti situazioni “delicate” e i SELEKA la fanno da padroni ( non a Grmari ma da Bambari in sù ). Considerando che le situazioni del paese stanno evolvendo velocemente, sa bene che gli imprevisti “sono dietro l’angolo”, infatti da martedì scorso è stato consigliato ai francesi di evitare spostamenti in città, per ogni “bianco” quindi è molto SAGGIO non dare nell’occhio per non essere scambiati come francesi.

                                                                                              Bangui 10 Dicembre 2015

Carissimi

noi tutti ci stiamo riprendendo dalla visita del Papa che ha fatto tanto bene al paese, adesso si spera che gli uomini e donne che guidano il paese si mettano a SERVIRE il popolo per ricostruire quanto è stato distrutto  e che il perdono reciproco (tra musulmani e i non musulmani) possa essere la base di una nuova Repubblica Centrafricana. La chiesa centrafricana ha vissuto questa visita papale come un balsamo che guarisce le tante ferite subite da una parte e dall’altra, ora che le forze ONU sono ancora qui nel paese si spera che ci si possa fidare per una votazione presidenziale senza incidenti. E’ di questi giorni che un altro paese ha dato un esempio di democrazia sulle votazioni presidenziali (Burkina Faso), l’opposizione ha riconosciuto la vittoria dell’avversario e questo è molto significativo per la stabilità del paese, l’augurio di questa testimonianza “africana”  è un faro che ci aiuterà per ristabilire la Pace .

Noi religiosi siamo venuti all’incontro del Papa da tutti i posti di missione, oltre alle delegazioni che sono venute dai paesi “francofoni”, che ho potuto salutare personalmente (vescovi ciadiani). La messa alla cattedrale con l’apertura della PRIMA  porta dell’anno consacrato alla MISERICORDIA (Papa Francesco ha voluto espressamente farlo qui a Bangui) poi la messa allo stadio, qualcosa di immaginabile fino alla vigilia tanto che i mass-media francesi erano fino all’ultimo pessimisti ma grazie a Dio tutto è stato come Papa Francesco ha DESIDERATO .

In postulato visto che i nostri studenti per l’occasione sono andati in famiglia (tranne Marien che è rimasto) abbiamo potuto ospitare 8 padri cappuccini, i tre padri comboniani e  le due laiche portoghesi di Moungoumba. La casa per l’occasione era piena  mentre nelle sale vicino alla nostra cappella abbiamo ospitato 75 pellegrini che da Moungumba hanno percorso a piedi con in mano una croce (un po’ più alta che la persona stessa) fino a giungere in postulato (120 Km).

Adesso che tutto è passato ci si augura di rivivere una vita normale  e per coloro che hanno tutto perso (parenti ,famigliari, casa, e altro)  è il momento della solidarietà con la forza di ripartire, ricostruire  e riscrivere la propria storia che brutalmente era stata interrotta  tre anni fa, all’arrivo dei MERCENARI musulmani armati fino ai denti (Seleka).

Ciao e saluti a tutti, fr.  Alberto

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da misna – 9 Dicembre 20159:08CENTRAFRICA

TRENTA CANDIDATI ALLE PRESIDENZIALI, DISORDINI A BANGUI

Altro Copertina

Centrafrica-Beal-1È stata ufficializzata la lista dei candidati alle elezioni presidenziali del 27 dicembre in Centrafrica. Trenta i nomi in lizza per la massima carica, tra cui una sola donna, Regina Konzi. Tra i candidati figurano ex premier, ex ministri, attivisti e diplomatici, ma non gli ultimi tre capi di Stato centrafricani.

A suscitare reazioni è stata in particolare la mancata accettazione della candidatura di François Bozizé, al potere dal 2003 al 2013, e la cui deposizione è stata uno degli eventi più importanti dell’attuale guerra civile. Sostenitori dell’ex presidente hanno costruito nelle scorse ore barricate in diversi quartieri della capitale Bangui, dove si sono anche uditi colpi di armi da fuoco: coinvolte, in particolare, le aree di Boy Rabe, Combattant e Gobongo.

Il rifiuto di accettare la candidatura di Bozizé è stato motivato dalla Corte costituzionale con la mancata registrazione nelle liste elettorali (l’ex capo di stato, dal giorno del golpe, vive in esilio e non può rientrare in Centrafrica) e con gli accordi di Libreville, siglati con i ribelli Seleka poco prima della fine della sua presidenza. Nel documento l’allora presidente si impegnava a non correre per un terzo mandato. Tra le altre candidature respinte (14 in tutto) anche quella di Edouard Patrice Ngaïssona, tra i leader più importanti delle milizie Antibalaka, considerato vicino a Bozizé.

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da misna – 7 Dicembre 7, 201515:49 CENTRAFRICA

“NEMICO PUBBLICO” L’EX ‘NUMERO 2’ DI SELEKA

Altro

“Un atto di guerra”: così le autorità transitorie del Centrafrica hanno definito le affermazioni del leader guerrigliero Noureddine Adam, che ha minacciato di non far tenere le votazioni previste questo mese (il referendum costituzionale e le elezioni generali) nei territori sotto il suo controllo. Condannando quello che ha definito un tentativo di Adam di creare “una partizione illusoria del Centrafrica” il governo ad interim ha definito il ‘signore della guerra’ “il nemico pubblico numero uno dell’unità, della pace e della riconciliazione nazionale. Sottoposto a sanzioni Onu fin da maggio 2014, Adam, già ‘numero due’ della coalizione Seleka che aveva spodestato il presidente Bozizé nel 2013, ha la sua base nell’area settentrionale di Kaga Bandoro. Secondo alcune stime, comanderebbe tra i 500 e i 700 uomini armati. Il voto per le lezioni generali in Centrafrica è previsto per il 27 di questo mese. Due settimane prima, il 13 dicembre, i cittadini saranno chiamati a esprimersi per il referendum costituzionale.
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Parigi – 3 Dicembre 2015 – su Centrafrica

Mahamat Kamoun è intervenuto durante la conferenza di Parigi, affermando che a causa dell’aumento della temperatura la Repubblica Centrafricana sta già affrontando gli effetti del cambiamento climatico. Il Presidente del Governo ha ricordato l’impegno della R.C.A. su questioni ambientali e menzionato in particolare che anch’essa contribuisce alla corretta gestione delle foreste nel bacino del Congo. Ha affermato che: “la situazione è chiara, il disastro è già su di noi. Abbiamo bisogno di risposte coraggiose e ambiziose, all’altezza dei problemi che abbiamo oggi. Tutti noi dobbiamo impegnarci per presentare alle generazioni future una responsabilità comune, ma differenziata in base alle rispettive capacità degli stati.”

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da Centrafrique-presse – 3 dicembre 2015
www.atlantico.f   3 Dic 2015
Papa Francesco ha messo piede sul continente africano per la prima volta nel suo pontificato e il presidente francese ha tentato di impedire la visita, che ha avuto drammatiche conseguenze diplomatiche. Il papa ha fatto un viaggio trionfale a Repubblica Centrafricana, nonostante la grave crisi in quel paese. Si è appreso che il presidente François Hollande ha cercato di impedire la visita. L’ambasciatore di Francia a Bangui incitato il Presidente Catherine Samba-Panza (la cui accogliente discorso a Papa  è stata ammirevole) perché la sicurezza del Santo Padre non sarebbe garantita. E’ stato necessario, ha detto il giornalista: ma quando? L’effetto psicologico di questo episodio è disastroso: Uno: i centrafricani hanno preso molto male che la Francia volesse privarli di ciò che essi considerano un grande onore nazionale un evento unico nella loro storia. Due: essi tuttavia hanno vinto questa parte del braccio di ferro contro la Francia che non era ancora uscito del tutto allo scoperto. In breve, abbiamo vinto sia il risentimento che il disprezzo.
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Da Centrafrique-presse – 3 Dicembre 2015 Visita a sorpresa del Papa a Bangui Ospedale Pediatrico http://fr.radiovaticana.va/ 30 Novembre 2015 – 02:09 (Radio Vaticana) Questa visita non è stata inserita nel programma ufficiale di Papa Francesco in Africa centrale, ma ha segnato gli spiriti: il Papa ha visitato Domenica l’Ospedale Pediatrico di Bangui, tra la sua visita alla Chiesa evangelica e la celebrazione di apertura della Porta Santa nella Cattedrale. Ha portato scatole di farmaci offerti dal “Bambino Gesù”, l’ospedale pediatrico generale di Roma, che è sotto la responsabilità della Santa Sede. °°°°°°°°°°°°°°°°° Città del Vaticano. 2 Dicembre 2015 –  Anche a Papa Francesco è rimasta nel cuore la Repubblica Centrafricana! Il Papa questa mattina all’Udienza Generale ha parlato del suo viaggio in Africa. Ecco quello che ha detto sulla tappa centrafricana: “La terza tappa del viaggio è stata nella Repubblica Centrafricana, nel cuore geografico del continente: proprio, è il cuore dell’Africa. Questa visita era in realtà la prima nella mia intenzione, perché quel Paese sta cercando di uscire da un periodo molto difficile, di conflitti violenti e tanta sofferenza nella popolazione. Per questo ho voluto aprire proprio là, a Bangui, con una settimana di anticipo, la prima Porta Santa del Giubileo della Misericordia, come segno di fede e di speranza per quel popolo, e simbolicamente per tutte le popolazioni africane le più bisognose di riscatto e di conforto. L’invito di Gesù ai discepoli: «Passiamo all’altra riva» (Lc 8,22), era il motto per il Centrafrica. “Passare all’altra riva”, in senso civile, significa lasciare alle spalle la guerra, le divisioni, la miseria, e scegliere la pace, la riconciliazione, lo sviluppo. Ma questo presuppone un “passaggio” che avviene nelle coscienze, negli atteggiamenti e nelle intenzioni delle persone. E a questo livello è decisivo l’apporto delle comunità religiose. Perciò ho incontrato le Comunità Evangeliche e quella musulmana, condividendo la preghiera e l’impegno per la pace. Con i sacerdoti e i consacrati, ma anche con i giovani, abbiamo condiviso la gioia di sentire che il Signore risorto è con noi sulla barca, ed è Lui che la guida all’altra riva. E infine nell’ultima Messa, allo stadio di Bangui, nella festa dell’apostolo Andrea, abbiamo rinnovato l’impegno a seguire Gesù, nostra speranza, nostra pace, Volto della divina Misericordia. Quell’ultima Messa è stata meravigliosa: era piena di giovani, uno stadio di giovani! Ma più della metà della popolazione della Repubblica Centrafricana sono minorenni, hanno meno di 18 anni: una promessa per andare avanti! Vorrei dire una parola sui missionari. Uomini e donne che hanno lasciato la patria, tutto… Da giovani se ne sono andati là, conducendo una vita di tanto tanto lavoro, alle volte dormendo sulla terra. A un certo momento ho trovato a Bangui una suora, era italiana. Si vedeva che era anziana: “Quanti anni ha?”, ho chiesto. “81” – “Ma, non tanto, due più di me”. – Questa suora era là da quando aveva 23-24 anni: tutta la vita! E come lei, tante. Era con una bambina. E la bambina, in italiano, le diceva: “Nonna”. E la suora mi ha detto: “Ma io, proprio non sono di qua, del Paese vicino, del Congo; ma sono venuta in canoa, con questa bambina”. Così sono i missionari: coraggiosi. “E cosa fa lei, suora?” – “Ma, io sono infermiera e poi ho studiato un po’ qui e sono diventata ostetrica e ho fatto nascere 3.280 bambini”. Così mi ha detto. Tutta una vita per la vita, per la vita degli altri. E come questa suora, ce ne sono tante, tante: tante suore, tanti preti, tanti religiosi che bruciano la vita per annunciare Gesù Cristo. E’ bello, vedere questo. E’ bello. Io vorrei dire una parola ai giovani. Ma, ce ne sono pochi, perché la natalità è un lusso, sembra, in Europa: natalità zero, natalità 1%. Ma mi rivolgo ai giovani: pensate cosa fate della vostra vita. Pensate a questa suora e a tante come lei, che hanno dato la vita e tante sono morte, là. La missionarietà, non è fare proselitismo: mi diceva questa suora che le donne mussulmane vanno da loro perché sanno che le suore sono infermiere brave che le curano bene, e non fanno la catechesi per convertirle! Rendono testimonianza; poi a chi vuole fanno la catechesi. Ma la testimonianza: questa è la grande missionarietà eroica della Chiesa. Annunciare Gesù Cristo con la propria vita! Io mi rivolgo ai giovani: pensa a cosa vuoi fare tu della tua vita. È il momento di pensare e chiedere al Signore che ti faccia sentire la sua volontà. Ma non escludere, per favore, questa possibilità di diventare missionario, per portare l’amore, l’umanità, la fede in altri Paesi. Non per fare proselitismo: no. Quello lo fanno quanti cercano un’altra cosa. La fede si predica prima con la testimonianza e poi con la parola. Lentamente”. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Da Journal de Bangui – 30 Novembre 2015 – (in attesa di traduzione) http://www.journaldebangui.com/article.php?aid=8899 La visita del Papa è stata un successo!! Ora bisogna mettere in pratica le emozioni e i sentimenti positivi di fratellanza e di pace!   °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Bangui – 29 Novembre 2015 – Tutti gli aggiornamenti sull’articolo in prima pagina! °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Domenica, 29 Novembre 2015 http://agensir.it/quotidiano/2015/11/29/papa-in-repubblica-centrafricana-a-campo-profughi-ognuno-faccia-qualcosa-per-la-pace/

Papa Francesco accolto dai bimbi centrafricani
R.C.A. – Bangui 29/11/2015 – Arrivo del Papa all’aeroporto M’Poko

°°°°°°°°°°°°°°°°° Da: Huffington post – 28 Novembre 2015 http://www.huffingtonpost.it/2015/11/25/don-milani-papa-francesco-bangui-francia_n_8644774.html Il programma della visita di Papa Francesco in Repubblica Centrafricana. Alle 11 di domenica 29 Novembre il Pontefice farà visita alla presidente di transizione Catherine Samba-Panza, poi incontrerà il corpo diplomatico e la classe dirigente a cui il Papa, per la prima volta da quando è stato eletto, rivolgerà un discorso in francese. Poco dopo mezzogiorno la visita a uno dei campi profughi in cui si sono rifugiate le persone in fuga dagli scontri che insanguinano l’ex colonia francese. Alle 13 incontro con i vescovi, alle 16 con le comunità evangeliche, alle 17 messa con sacerdoti, religiosi e seminaristi. E’ in questa occasione che il Papa aprirà la Porta Santa della cattedrale di Bangui con un anticipo di avvio del Giubileo della Misericordia. Alle 19 il Papa confesserà alcuni giovani e parteciperà a una veglia di preghiera. Lunedì 30 novembre, ultimo giorno del viaggio se il programma verrà rispettato fino all’ultimo, Francesco inconterà la comunità musulmana nella moschea centrale di Koudoukou a Bangui, incontro tanto più significativo vista la motivazione religiosa spesso addotta agli scontri in corso nel paese. Alle 9.30 messa nello stadio del complesso sportivo Barthélémy Boganda, quindi la cerimonia di congedo e rientro a Roma Ciampino alle 18.45. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° da misna – 27 Novembre 201519:12CENTRAFRICA

UN PAESE STANCO DI GUERRA ASPETTA FRANCESCO

Chiesa e Missione Copertina

papa-bangui“Per la prima volta in tre anni, la visita del Papa ha messo tutti d’accordo: cristiani e musulmani, di ogni tendenza politica, la vedono come un’opportunità per un Paese che, in questi anni di guerra, si è diviso su molti punti”. A dichiararlo è monsignor Franco Coppola, nunzio apostolico in Centrafrica, che descrive così l’atmosfera nella capitale del Paese che accoglierà Francesco tra domenica e lunedì. Quali sono i sentimenti che prevalgono in queste ore? “La popolazione è sempre più coinvolta, si rende conto che il Papa arriverà veramente, mentre inizialmente, tra speculazioni e interrogativi, vedeva allontanarsi questa prospettiva. Ma ora la determinazione del Santo Padre e i preparativi che vengono ultimati fanno aumentare la felicità dei centrafricani”. Cosa chiedono i centrafricani a Francesco? “Il Papa viene a incontrare una popolazione stanca di questa guerra che le è stata imposta, un popolo che chiede pace. Ci sono ancora le milizie, è vero, ma molte sono entrate nell’ottica di deporre le armi, di diventare partiti politici per partecipare alle prossime elezioni. La voglia di pace c’è in tutti, ma tre anni di guerra civile hanno aperto ferite profondissime: la gente dunque cerca consolazione per le sue sofferenze. L’arrivo del Papa, nonostante i pericoli, farà sentire loro la vicinanza di Dio. Per loro Francesco è proprio questo, un uomo di Dio che viene a trovarli, portando una benedizione in un paese in cui tanto male è stato fatto”. Uno spirito condiviso da cattolici, protestanti e musulmani… “Sì! Il Papa è considerato in modo unanime una grande personalità spirituale, un uomo di pace, una persona sensibile alla condizione dei poveri. E il Papa vuole visitare tutte le confessioni religiose principali a ognuna delle quali saranno dedicati momenti specifici, comprese le visite alla comunità protestante evangelica e alla moschea centrale, nel quartiere di Pk-5”. Per la comunità cattolica sarà invece particolarmente importante l’apertura della Porta Santa del Giubileo della Misericordia, un evento inedito  per un Papa in Africa… “Il gesto è stato voluto proprio dal Papa, che non vuole mettere al centro di questo viaggio la sua persona, ma il dinamismo spirituale della Chiesa cattolica locale. Aprendo la Porta santa a Bangui, inoltre il Papa chiama tutti a un esame di coscienza, a non puntare sempre, in questa crisi, il dito contro gli altri. Domenica sera, quindi si terrà una veglia penitenziale, per riflettere su questo punto e sul modo in cui si è risposto alla violenza. Poi si potrà ricevere la misericordia del Signore, passando attraverso la porta santa per “raggiungere l’altra riva”, riprendendo l’invito di Gesù ai discepoli che è anche il motto scelto per questo viaggio. Che in concreto significa abbandonare la logica della vendetta, per abbracciare quella del Vangelo”. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

In un video su Youtube la dichiarazione della Presidente della Transizione in R.C.A., Catherine Samba Panza sulla tragica situazione Centrafricana, con l’auspicio che la visita di Papa Francesco possa portare con se il vero desiderio di pace tra tutta la popolazione.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°  da Radio Nekeluka La transizione prorogata al 31 marzo 2016 dalla Comunità Economica degli Stati dell’Africa Centrale (CEEAC)

Giovedì 26 novembre 2015 h. 12,15

La transition prorogée au 31 mars 2016 par la CEEAC

La transizione nella Repubblica Centrafricana è stata estesa fino al 31 marzo 2016. Decisione presa alla fine del vertice della Comunità economica degli Stati di Africa centrale (CEEAC), tenuto ieri, 25 novembre 2015 a Libreville in Gabon in presenza di Denis Sassou Nguesso, mediatore internazionale della crisi africana centrale e Ali Bongo Ondimba, Presidente di CEEAC.

I’ O.d.G. di questo vertice straordinario ha avuto diversi punti. Tra gli altri, la situazione ancora precaria in Africa centrale, di insicurezza e di difficoltà finanziarie, che sta affrontando la Repubblica Centrafricana.

Secondo Ahmad Allam-Mi, Segretario della CEEAC, insicurezza e le difficoltà finanziarie del RCA hanno spinto la Comunità economica degli Stati dell’Africa centrale per estendere la transizione di tre mesi. Dice di questa estensione, è stato deciso «su richiesta delle tre autorità della Repubblica Centrafricana, compreso il capo di stato, primo ministro e Presidente del Consiglio nazionale di transizione».

CEEAC leader deciso anche un sostegno finanziario per completare le elezioni nella Repubblica Centrafricana bilancio che presenta un deficit di $ 3,6 milioni. Gabon – questo straordinario paese ospitante di vertice, ha annunciato un contributo di 1 miliardo di franchi CFA, mentre altre si impegnava di altri paesi membri della CEEAC.

Se il vertice ha avvertito che “facinorosi verranno inviati alla Corte penale internazionale (CPI)”, CEEAC ha chiesto anche la classe politica africana centrale “per essere più patriottico mostrando un amore per il loro paese.

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25 Novembre 2015 – Il Papa arriva a Nairobi – In mezzo agli attentati terroristici, alla paura e al sospetto, ancor più ammirazione per la determinazione di Papa Francesco che dichiara la sua gioia nel poter visitare il Kenya, l’Uganda e il Centrafrica!

Kenya-Papa arrivo Papa in Kenya all'aeroporto di Nairobi

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da misna – 25 Novembre 201516:22CENTRAFRICA

ASPETTANDO FRANCESCO, PAROLE DI PACE DALL’IMAM DI BANGUI

Altro Primo Piano

L’imam della moschea di Bangui, Tidjani Moussa Nahibi, ha rivolto un appello ai centrafricani per  la pace e  la tranquillità “prima durante e dopo” la visita di Papa Francesco nel paese. La Repubblica Centrafricana sarà la terza tappa, tra domenica 29 e lunedì 30, del viaggio apostolico del Pontefice in Africa.

L’imam Nahibi ha rilasciato queste dichiarazioni durante una conferenza stampa congiunta con l’arcivescovo cattolico della capitale, monsignor Dieudonné Nzapalainga, in cui si è fatto il punto sui preparativi del viaggio e sulle modalità per diffondere il messaggio del Santo Padre. Questo, ha specificato il presule, è imperniato sui concetti di “riconciliazione e misericordia”.

Un’attenzione particolare sarà riservata a quanto Francesco dirà durante la visita alla moschea centrale di Bangui e al quartiere di Pk-5, a maggioranza musulmana. Nei dintorni si sono verificati alcuni disordini e scontri nelle ultime settimane, che hanno reso fragile anche la situazione umanitaria. Ali Ousmane, leader della società civile islamica locale, ha promesso l’impegno dell’Organizazione musulmana del Centrafrica (Omuc) per la riuscita dell’incontro col Papa. “La visita, che si inscrive nel quadro del dialogo interreligioso e della riconciliazione – ha assicurato – avverrà in sicurezza e tranquillità”.

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da misna – Novembre 25, 20158:15AFRICA

IL VIAGGIO DEL PAPA, “RIPORTARE LE PERIFERIE AL CENTRO DEL MONDO”

Altro Copertina

“Quello di Papa Francesco in Africa è un viaggio all’insegna della misericordia e ha il suo cardine in Repubblica Centrafricana: a Bangui, per la prima volta nella storia, la porta Santa del Giubileo verrà aperta nelle periferie del mondo, vicino a chi soffre ” . Lo ha detto alla MISNA padre Giulio Albanese, missionario comboniano in partenza con la delegazione che accompagnerà Papa Francesco – da domani e fino al 30 novembre – in un viaggio a tappe in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana.

“Papa Francesco ci mostra col suo esempio – prosegue il missionario, direttore della rivista Popoli e missione – la sua teologia riguardo alla missione: quella di una chiesa in uscita, attenta alle periferie, geografiche ed esistenziali, e –cosa più importante – dalla parte dei poveri e degli ultimi. Sono loro che, passando materialmente attraverso la porta aperta nella cattedrale di Notre Dame a Bangui segneranno una svolta decisiva”.

Secondo l’itinerario diffuso dalla Santa Sede, il Pontefice sarà a Nairobi dal 25 al 27 novembre. Qui parteciperà tra le altre cose ad un incontro interreligioso ed ecumenico, seguito dalla messa nel Campus universitario della capitale e si recherà nella baraccopoli di Kangemi. In Uganda dal 27 al 28 novembre, Francesco visiterà i due Santuari dedicati ai martiri ugandesi, parteciperà ad un incontro con i giovani a Kololo Air Strip a Kampala, e visiterà la visita alla Casa di Carità di Nalukolongo. Infine, in Repubblica Centrafricana dal 28 al 29 novembre, oltre ad aprire la Porta Santa, papa Francesco visiterà un campo profughi e incontrerà la comunità musulmana nella Moschea centrale di Koudoukou.

“Attraverso le tappe, scelte con cura in cui spiccano i diversi incontri con le comunità islamiche e le visite negli slum – fa notare ancora Albanese – il Papa mette in evidenza i temi centrali del suo viaggio: l’importanza accordata alla giustizia sociale in due paesi, Kenya e Uganda, dove è forte il divario e l’esclusione, e il dialogo con il mondo islamico in un momento cruciale. Nell’incontrare di persona gli esponenti musulmani il Pontefice vuole riportare l’uomo al centro di tutto e rompere con l’uso strumentare che si sta facendo delle religioni per metterci gli uni contro gli altri”.

In questo la Repubblica Centrafricana è emblematica: “essa è infatti teatro di una guerra dimenticata, una lotta per il potere e per lo sfruttamento delle enormi risorse di questo territorio, camuffata da guerra di religione” osserva il missionario, per cui “bisognerà prestare attenzione a quanto Francesco farà e dirà, da questo pulpito inusuale, tenendo bene a mente che, come diceva Plinio il Vecchio: ‘Ex Africa semper aliquid novi’ (Dall’Africa arriva sempre qualcosa di nuovo”.

Il Papa in Centrafrica
29/11/2015 – Il Papa in R.CA. – Evento storico e ancor più significativo dopo i fatti sanguinosi che stanno accadendo tra la Francia e la Siria da una decina di giorni

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http://fr.radiovaticana.va/   2015/11/23 06:52

I musulmani sono favorevoli alla visita del Papa in Centrafrica, sono particolarmente felice che il Santo Padre si recherà nella Grande Moschea di Bangui. In una dichiarazione rilasciata Mercoledì 18 novembre, 2015, il PRGF-Seleka, coalizione composta in maggioranza musulmani, dice la visita papale è un’opportunità che deve entrare nel cuore del popolo dell’Africa centrale per portare la pace, la coesione sociale, amore e perdono.

Il gruppo è convinto della necessità di favorire il dialogo, per fermare la distrazione di fondi pubblici, e di lavorare per la creazione di istituzioni consensuali. E ‘anche a favore di elezioni libere e credibili. Ancora più importante, essa invita i centrafricani e soprattutto musulmani ad accogliere il Santo Padre, che è descritto come un uomo di pace e di apertura. E ‘anche per loro importante  dimostrare che i problemi del Paese non sono di ordine confessionale, ma sono causa di malgoverno e di esclusione.

Papa Francesco arriverà a Bangui Domenica 29 Novembre 2015 e trascorrerà la notte in un paese dove la situazione della sicurezza resta precaria. Il Fronte Popolare per la Rinascita della CAR, PRGF-coalizione-Seleka, si è detto disposto a fare un modesto contributo alla sicurezza e alla reception, se necessario, durante la visita papale.

Dal marzo 2013, con la destituzione del Presidente Bozizé da parte della Seleka, rivolta principalmente musulmana e dopo le rappresaglie effettuate dalle milizie anti-Balaka, in maggioranza cristiani, l’ex colonia francese è piombata nella sua peggiore crisi dopo l’indipendenza nel 1960, innescando omicidi intercomunali, saccheggi e violenze di ogni genere.

Inoltre, in un clima piuttosto incoraggiante, funzionari della ex coalizione ribelle Seleka, formata principalmente giovani musulmani, hanno trasmesso un messaggio di benvenuto a Papa Francesco. In una dichiarazione rilasciata Mercoledì 18 novembre, 2015, il Fronte Popolare per la centrafricana Rinascimento era a favore della venuta del papa a Bangui. La visita del Papa, come il PRGF, è  “un’opportunità che deve entrare entrare nel cuore  del popolo dell’Africa centrale, per la pace, la coesione sociale, l’amore e il perdono.”

A Bangui, i musulmani della ex Seleka benvenuto François
R.C.A. – anche alla Moschea di Bangui si preparano ad accogliere Papa Francesco

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da Radio Vaticana – 22 Novembre 2015

Tratto da un articolo su Centrafrique-presse del 22/11/2015

Durante il suo primo viaggio nel continente africano, dal 25-30 Novembre 2015, Papa Francesco rinnoverà il suo appello a non usare il nome di Dio per giustificare la violenza, così il Segretario di Stato della Santa Sede ha dichiarato in un’intervista con Centro Televisivo Vaticano.

In Kenya, il Santo Padre avrà davanti agli occhi e il cuore le immagini terribili dei 147 studenti uccisi alcuni mesi fa in un  attacco degli islamisti somali di Chebab contro l’Università di Garissa. Oggi, afferma il Cardinale Pietro Parolin, le religioni devono trovare un modo per lavorare insieme per aiutare l’umanità a diventare sempre più fraterna e solidale; questo soprattutto attraverso il dialogo interreligioso.

Questo primo viaggio di Papa Francesco in Africa sarà anche dominato da temi presenti nell’enciclica “Laudato Si’ “su ecologia e umanità. Vale a dire l’importanza della lotta contro la povertà, l’esclusione, al fine di garantire a tutta la popolazione mondiale una vita dignitosa.

Nella Repubblica Centrafricana, il Pontefice incoraggerà a guarire le ferite e a superare il divario. Un messaggio per gli africani centrali, ma per tutti coloro che cercano di aiutarli a superare questo momento di crisi, le ONG e le varie organizzazioni della comunità internazionale.

Sul sito i preparativi sono a buon punto. Padre Serge Ikaga, direttore del Seminario di Saint-Paul, presidente della commissione liturgica per la preparazione della visita di Papa Francesco in Africa centrale, è coadiuvato da Albert Mianzoukouta.

Africa centrale si prepara a ospitare Papa Francesco

Africa centrale si prepara a ospitare Papa Francesco

 

Africa centrale si prepara a ospitare Papa Francesco
R.C.A. – Bangui – fervono i preparativi per l’arrivo del pontefice. Qui Domenica 29 Novembre Papa francesco aprirà la Porta Santa della Cattedrale e darà il via all’anno santo straordinario sulla Divina Misericordia.

da misna – 20 novembre 2015 – 16:24 – CENTRAFRICA

VERIFICA PUBBLICA PER LE LISTE ELETTORALI

Prosegue la preparazione alle elezioni e al referendum costituzionale di dicembre in Centrafrica. Secondo quanto riporta Radio Ndeke Luka, sono state pubblicate, per essere verificate dagli elettori, le liste degli aventi diritto al voto.

Il procedimento, secondo l’emittente, ha risentito della difficile situazione di sicurezza. Alcuni seggi della capitale Bangui, che si trovavano in zone a rischio, non hanno potuto effettuare la pubblicazione e gli elenchi sono stati esposti in altri edifici. Il primo turno delle elezioni generali, dopo numerosi rinvii, è in programma per il il 27 dicembre. Il voto sarà preceduto dal referendum sulla nuova costituzione, il 13 dicembre, mentre eventuali ballottaggi si dovrebbero tenersi il 31 gennaio.

Intanto, dal Vaticano, il direttore della sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha confermato che il Papa sarà nel paese come previsto il 29 e 30 novembre. “Il Papa desidera andare in Centrafrica, il programma continua a essere di andare in Centrafrica”, ha dichiarato Lombardi, ribadendo che la situazione di sicurezza è sotto stretto monitoraggio.

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