Centro Nemesia-Berberati (R.C.A.)

Questa è una appendice alla pagina dei progetti in R.C.A.

14 Ottobre 2017 – Partito due giorni fa il contributo di € 2.000,00!

A metà inverno di quest’anno ci era giunta una richiesta da parte di un paio di suore operanti a Berberati (R.C.A.), cittadina già ben conosciuta e seguita da tempo per via del completamento di tre aule della Scuola P. Pio e dell’invio di materiale scolastico.

Una di esse è Elvira Tutolo, battagliera suora italiana impegnata da tempo con il progetto Kisito per i bimbi soldato e per le famiglie.  La seconda Suor Ruth Yabindi, giovane novizia di Bocaranga ai tempi in cui Flavio gestiva il Centro Artigianale e seguiva i bimbi disabili, ora di famiglia a Berberati e molto attiva a sua volta. Un’associazione italiana le aveva aiutate a sostenere il progetto di formazione della durata di due anni per una ventina di ragazze e ora che il finanziamento era concluso, si presentava la necessità di rinnovarlo, aumentando però di una decina di unità le partecipanti. Per far bene le cose, le suore avevano bisogno di una copertura che le sostenesse a priori, consentendo loro di accettare il numero più alto possibile di ragazze iscritte ai nuovi corsi.

La richiesta non era di qualcosa di particolare ma di un sostegno a nostra discrezione per poter portare avanti ancora meglio questo centro aperto a favore delle giovani donne molto spesso già mamme e, ovviamente, in difficoltà. La lettera è la seguente:

 

Berberati, 01 febbraio 2017

Il Centro “Nemesia” di Berberati è un punto di riferimento per le ragazze che vogliono imparare a leggere e scrivere. Inoltre, viene fornita la formazione di cucito e di altre pratiche domestiche in modo che possano trovare un lavoro o creare un attività di reddito che permetta loro di mantenere se stesse e i propri figli. Alla fine di due anni di formazione, quelle di loro che hanno imparato bene ricevono un diploma.

La maggior parte di esse è già mamma: un vero e proprio flagello nella Repubblica Centrafricana che è aumentato ancora di più durante e dopo la crisi militare-politica che ha attraversato il Paese in questi ultimi quattro anni.

Il numero di giovani, già papà e mamme, che muoiono per l’AIDS è anche questo un dato spaventoso.

Ciò che facciamo è una goccia d’acqua in un fiume, ma crediamo che Dio possa intervenire e trasformare i nostri limiti per il bene di queste giovani e dei loro figli.

Grazie per quanto potrete fare per permetterci di continuare in quest’opera.

Sr Ruth Yabindi – della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret

 

Avendo però Ita Kwe già molti “cantieri aperti”… (vedi S. Severino Marche, vedi Kerala – vedi Lima – vedi S. Vincenzo De’ Paoli  …. – vedi Thailandia .… solo per citarne alcuni!)  fu chiesto a suor Ruth di attendere qualche mese per poter esaminare meglio la richiesta e anche per raccogliere nel frattempo i fondi necessari a coprire tutti gli impegni.  Arrivati all’autunno, ecco che i tempi sono maturi e si può dar corso anche a questo sostegno, tanto più che il Centrafrica continua a soffrire e i bisogni sono davvero tanti.

Nel frattempo le solerti suore hanno avuto un segno dalla Provvidenza, avendo ricevuto in dotazione (tramite la vulcanica suor Elvira) delle nuove macchine da cucire fornite dall’associazione Kisito, seguita dalla suora medesima.

Gli intrecci della carità sono misteriosi e sempre sorprendenti, quando ognuno fa la sua parte! E quella di Ita Kwe Flavio Quell’Oller Onlus, per il Centro Nemesia, è di garantire, con i 2.000,00 euro appena inviati,  la copertura delle spese necessarie al reperimento del materiale utilizzato per la formazione delle ragazze e per le spese di gestione della struttura fino al termine del prossimo corso.

Come dice suor Ruth, parlando di quanto lei e la sua consorella stanno facendo …. non è che una goccia ma se non non si aggiungesse anche questa, il fiume avrebbe una goccia in meno e, soprattutto, in Centrafrica una trentina di ragazze e i loro bebé non intravvederebbero un futuro dignitoso.

Le foto si riferiscono a vari momenti vissuti al Centro tra marzo e giugno scorsi, tra cui anche la festa per la consegna dei Diplomi dopo i due anni di corso e il ringraziamento per le nuove macchine da cucire.

La parola “Nemesia“, non è un vocabolo centrafricano, bensì il nome della suora della carità la cui immagine è raffigurata nell’insegna del Centro di formazione: Beata Nemesia (Giulia) Valle (1847-1916). Era italiana, per l’esattezza valdostana, ma trapiantata in Piemonte (per un periodo fu anche a Tortona) e tanto si dedicò ai poveri, agli emarginati e ai sofferenti. Bello che si sia pensato a lei per dar vita alla formazione delle ragazze di Berberati.