In Carcere

Aggiornato al 20 Marzo 2018

(più sotto!)

O meglio: nella “Casa Circondariale di Genova/Pontedecimo”

Edificio Penitenziale di Pontedecimo al termine di Via Coni Zugna, proprio alla sbarra d’ingresso.
Vista dell'edificio carcerario dal centro Pontedecimo
Vista dell’edificio carcerario dal centro Pontedecimo

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Aggiornato al 20 Marzo 2018

Il 2 Aprile ricorre il quinto anno dell’impegno di Ita Kwe Flavio Quell’Oller Onlus a fianco del Cappellano e degli altri volontari della Casa Circondariale di Pontedecimo.

In questi anni lo sforzo economico non è stato elevato, considerando gli ultimi TAU e rosari acquistati all’inizio del 2018, la cifra complessiva si aggira sui 1.200,00 euro circa a partire appunto dall’aprile 2013.

Il risultato più gratificante è dato dall’accoglienza che settimanalmente le detenute e i detenuti fanno alle nostre socie che si alternano di volta in volta al venerdì per la catechesi e al sabato per la partecipazione alla S. Messa pre-festiva. Alle quattro già operanti da tempo: Ivana, Lorenza, Rosi e Silvana, si dovrebbe affiancare presto anche Caterina …. tempi burocratici permettendo!!

Aggiornato al 16 Dicembre 2017

Partecipato con tre volontari “occasionali”, cioè con permesso solo per oggi, al pranzo di Natale che vede coinvolti, oltre alla Sant’Egidio, anche la veneranda Compagnia di Misericordia e le suore della “Cappellania”. Per Giulia, Miriam e Stefano, si è trattato di una esperienza molto particolare, che da al Natale un significato di vera solidarietà. Grazie ragazzi!!

Aggiornato al 30 Maggio 2017

Un nuovo aggiornamento sulla scia gioiosa di quello precedente ….

Dopo la grande emozione provata da alcuni detenuti in occasione del Giubileo dei Carcerati a Roma (con il contributo di € 500,00 versati da Ita Kwe Flavio Quell’Oller per le spese di viaggio A/R Genova Pontedecimo/Roma – 6 -7 Novembre 2016), nuova grazia ricevuta per la visita del Papa a Genova. Leggi articolo del 29 Maggio 2017: Il Papa a Genova, giornata piena! 

Anche questa volta presenti all’appello, con una nostra volontaria tra gli accompagnatori per il gruppetto di sei detenuti in permesso da Pontedecimo per partecipare alla Messa in Piazzale Kennedy, dei quali quattro “nostri fedelissimi” agli incontri settimanale, come pure tre dei quattro che invece si sono seduti a tavola con Papa Francesco al Santuario di Ns. Signora della Guardia.

Sempre più certi che questo servizio sia veramente utile e nel tempo abbia portato buoni frutti, proseguiamo senza sosta malgrado la burocrazia e gli ostacoli posti sul nostro cammino.

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7 Novembre 2016 – A conclusione dell’anno santo straordinario dedicato alle opere di misericordia (come avevamo già ricordato più sotto nell’aggiornamento del 7 Febbraio) un nuovo tassello si aggiunge all’impegno di Ita Kwe Flavio Quell’Oller Onlus per i detenuti della Casa Circondariale di Pontedecimo. Come già annunciato all’interno della serata di aggiornamento del 21 Ottobre (ITA KWE 2016), si tratta del contributo di € 500,00 versato a copertura delle spese di viaggio e di vitto per i due giorni trascorsi a Roma da un gruppetto di carcerati che, con il Cappellano Don Giacomo Martino e alcuni volontari, hanno partecipato all’incontro giubilare con Papa Francesco tenutosi nei giorni 6-7 Novembre scorso. In quell’occasione nessuna delle socie ha potuto fare da accompagnatrice, ma dai racconti ascoltati in seguito ognuno dei detenuti presenti è stato molto contento ed emozionato durante la visita in Vaticano, soprattutto durante l’udienza con il Papa. A tanti sarà venuta in mente l’immagine dell’allora Cardinal Bergoglio mentre si inginocchiava lavando e baciando i piedi ai detenuti argentini. In questa occasione si è incontrato con un migliaio provenienti dai diversi carceri italiani ed è stata una nuova emozione.

Al di là di ogni possibile errore commesso da chi si trova in detenzione, il giudizio personale non dovrebbe mai essere formulato, ne tanto meno la condanna senza appello, pensando che a sbagliare siano sempre solo gli altri. Ognuno può cadere nell’errore e commettere reato, per questo la responsabilità della comunità sociale, prima ancora di quella cristiana, è fondamentale per il buon consiglio, il buon esempio , la correzione fraterna in caso di sbandamento di un conoscente, un amico, un familiare. E come riferimento ultimo ….. il per-dono!

anno-misericordia-nov-2015-nov-2016

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7 febbraio 2016 Avvicinandoci nuovamente al tempo di Quaresima, diamo gli ultimi aggiornamenti su questa pagina che ci sta tanto a cuore, ma della quale parliamo poco:

  • ben 4 sono le socie che si alternano nella collaborazione con il Cappellano;
  • una chitarra è stata donata per l’animazione liturgica nella sezione maschile;
  • allo studio un progetto per avviare gradualmente l’attività di “cineforum”;
  • anche quest’anno si raccolgono prodotti igienici per i detenuti in difficoltà;
  • completata da parte della Caritas e di alcune tra le associazioni appartenenti alla Consulta Carceraria la ristrutturazione dell’abitazione comune per gli ex detenuti di buona volontà che saranno ospitati per un breve periodo in attesa di trovare lavoro e nuova sistemazione (come da progetto “ONE MORE CHANCE”, di cui più sotto.

Nell’Anno Santo del Giubileo Straordinario della Misericordia molto si dice delle opere di carità corporale, una delle quali è appunto: “Visitare i carcerati” . 

Ita Kwe ha iniziato il suo servizio nella Casa Circondariale di Pontedecimo a partire dall’Aprile 2013, anche grazie al recupero della cappellina esterna posta nell’Istituto carcerario, adibita ad uso del personale penitenziale (vedi più sotto in data 30 giugno 2013) con un occhio di attenzione quindi a tutta la popolazione carceraria, compresa quella del personale sia militare sia civile.

Significativo l’articolo dell’amico Gianfranco Parodi, pubblicato sulla rivista parrocchiale “IL PONTE” di Aprile 2013, nel quale si dà ampio spazio all’importanza di quest’atto di misericordia:

<<Nelle settimane di Quaresima in Parrocchia ci è stato chiesto di portare un contributo in oggetti per l’igiene personale a favore degli ospiti del carcere di Pontedecimo. Abbiamo voluto sapere un po’ di più sulla realtà del carcere e perciò ci siamo rivolti al cappellano, Don Giacomo Martino e a Silvana Quell’Oller, della “Fraternità Francescana”, che collabora attivamente, assieme ad altri volontari, per dare sostegno materiale e morale a questi nostri fratelli.  Chi volesse saperne di più può rivolgersi direttamente a Silvana.

Ero carcerato e siete venuti a visitarmi

La frase esatta riporta l’atto di carità al singolare, ed è rivolta ad ognuno di noi personalmente, perché personalmente rispondiamo davanti a Dio per le nostre azioni attive nel bene e per le omissioni o azioni passive nel male. Però la grande famiglia umana, prima, e la comunità cristiana universale, poi, ci esortano ad essere “prossimi”, cioè vicini gli uni agli altri per esserci d’aiuto vicendevolmente, fino ad arrivare al sentimento più profondo dell’amore fraterno. Pura utopia, se vista a largo raggio, ma realizzabile se posta in essere a piccoli settori e in spazi limitati.  Di spazio, in effetti, i detenuti ne hanno ben poco, considerando le celle condivise e sovraffollate, in particolare nelle grandi Case Circondariali di alcune città, che hanno già questo problema con la popolazione locale “libera”.  Nel caso di Pontedecimo la convivenza interna ha i propri limiti, ma non eccede nel disagio dell’ambiente abitativo, essendo una struttura costruita con criteri moderni e inaugurata alla fine degli anni ’80. Vengono “ospitati” circa un centinaio di uomini e una settantina di donne con residenza relativamente stabile, più un numero variabile di “pendolari” di passaggio. E’ ovvio che se si trascorre un periodo di vita da quelle parti c’è senz’altro un motivo! Secondo la gran parte di coloro che vedono le cose dall’esterno, la conclusione più diffusa è che chi ha commesso degli sbagli, causando danni all’intera società, deve pagare e non può aspettarsi un trattamento da Grand’Hotel! Peccato, però che se la detenzione viene vissuta solo come un castigo, una limitazione pura della libertà, una costrizione a “non fare nulla dentro”, in attesa di poter “tornare a fare qualcosa fuori”, quel che si farà una volta riacquistata la libertà, non riporterà ancora alla dignità e all’onestà della persona in questione, per una serie di innumerevoli motivi.  Come fare, allora per non lasciare soli questi fratelli e, ancor più le loro famiglie, che vivono un disagio altrettanto grave? E le istituzioni, le guardie carcerarie, i numerosi lavoratori interni che si trovano a loro volta coinvolti in una sorta di prigionia, condividendo le proprie giornate con casi umani difficilmente risolvibili? Ecco che finalmente ritorniamo alla frase d’inizio: da sempre la pietà cristiana, e non solo, ha portato gli uomini ad essere d’aiuto a chi è in difficoltà. Se può risultare complicato farlo da soli, la frase che viene in mente è: l’unione fa la forza! Da anni, anzi secoli, la Veneranda Compagnia di Misericordia ha fatto sua la pratica della carità verso i carcerati e più recentemente anche la comunità di Sant’Egidio si è affiancata ad essa con i suoi volontari, visitando, ascoltando, esaudendo le piccole richieste di chi non ha nessuno che lo vada a trovare, animando le celebrazioni liturgiche e organizzando il famoso “pranzo di Natale”. Tanti sono gli stranieri che si affidano quasi esclusivamente a queste figure, non avendo la possibilità di ricevere la visita dei familiari, perché troppo lontani. Punto di riferimento da anni è anche suor Maria Grazia, instancabile nella sua opera per far sì che i detenuti siano tranquilli, anche per poter avere un clima di serenità generale all’interno del carcere. Dal mese di dicembre la nomina di cappellano è stata assegnata a Don Giacomo Martino ed il suo impegno si è visto da subito, auspicando una più efficace collaborazione tra le diverse realtà di volontariato e proponendo alla Direzione di allargare anche alla Fraternità Francescana locale e all’Associazione ITA KWE FLAVIO QUELL’OLLER l’opportunità di essere d’aiuto, sia come sostegno spirituale ai detenuti, affiancandolo nella pastorale, sia nella possibilità di fornire i mezzi per impegnare con piccole attività manuali chi (dentro all’Istituto) può  essere indirizzato a ciò.  Come lo scorso anno, inoltre, è stata fatta la proposta di raccogliere generi di pulizia e prodotti igienici per venire incontro alle carenze di fornitura a cui hanno dovuto assistere i vari Istituti Penitenziari, per cui sia nella Chiesa Parrocchiale sia in quella del Convento dei Cappuccini, si possono lasciare questi materiali, che verranno poi distribuiti a seconda delle esigenze dei detenuti. Non è uno scherzo! E’ Gesù che ci invita ad essere il prossimo per questi fratelli, con l’auspicio di poter dare la possibilità anche a chi è recluso di recuperare la propria dignità di uomo che, pur avendo sbagliato, fa  parte della società e può ancora trovare il modo di dimostrare le proprie capacità e la volontà di cambiare rotta nella scelta del bene comune. >>                                                              

Era l’Aprile 2013, a distanza di tre anni questa realtà è stata più volte messa sotto i riflettori e di cose ne sono cambiate, però resta sempre attuale mettere in pratica la carità per chi ha sbagliato e sta pagando per il suo errore. Tanti hanno sbagliato ma non stanno pagando, arrogandosi pure il diritto di giudizio sugli altri!!

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10 Marzo 2015 – Tempo di Quaresima- Anche Ita Kwe aderisce alla raccolta di prodotti igienici per i detenuti e le detenute del Carcere di Pontedecimo promossa dal Vicariato Diocesano di zona durante il periodo quaresimale. Chi vuole può proseguire durante tutto l’anno quest’iniziativa, facendo riferimento al Convento di Pontedecimo per la consegna di prodotti come: dentifricio, spazzolini da denti, shampoo, bagno schiuma, saponette, sapone da bucato, detersivo a mano, ecc. – 

Gli aggiornamenti precedenti sono più sotto!

Nata come carcere femminile alla fine degli anni ’80, è ora suddivisa anche con ospiti nella sezione maschile, per un totale complessivo di circa 180 detenuti tra i diversi reparti dell’edificio. La collaborazione di Ita Kwe è iniziata a fine marzo 2013, continuando in modo profiquo e costante sia settimanalmente sia in altri casi particolari. In occasione della Pasqua e del pranzo di Natale 2013 organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, ad esempio, è stata data la disponibilità per il ritiro e la consegna delle colombe e dei panettoni  ai detenuti, affiancando e coadiuvando la Caritas Diocesana, oltre alla disponibilità per la raccolta dei prodotti igienici da utilizzare per quei detenuti che non hanno mezzi propri per l’acquisto all’emporio interno o nei casi d’emergenza, come all’inizio della carcerazione (ricordiamo che la visita dei parenti è consentita solo due volte al mese e che, per motivi di sicurezza, non tutte le confezioni che i familiari portano in buona fede, sono ammesse).

Aggiornato al 9 Settembre 2014

Ogni settimana l’appuntamento alle tre sezioni della casa circondariale è al venerdì, delle ore 15 alle ore 18 (un’ora in ogni sezione). Si tratta di una catechesi per l’approfondimento delle letture e del Vangelo domenicale in cui i diversi gruppi che si sono via via formati (e sono in continuo cambiamento!)  si ritrovano a riflettere in modo costruttivo e serio, con inevitabili esami di coscienza (da entrambe le parti).

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, ci dice Gesù e il cammino fatto da circa diciotto mesi insieme a chi sta vivendo una simile realtà, vuoi per le proprie colpe e la propria volontà, vuoi per una serie di eventi inevitabili, è sempre motivo di confronto e di crescita anche per le nostre socie impegnate in tale servizio.

La collaborazione con le altre realtà di volontariato presenti nella struttura, con Suor Maria Grazia e con Don Giacomo è molto positiva e di conforto.

Ultimamente altro piccolo materiale è stato fornito, oltre che per il carcere, anche per l’allestimento dell’abitazione presa in affitto per il progetto di residenza condivisa (di cui più sotto ancora il manifesto in occasione della lotteria per la raccolta fondi). Grazie a tutti per i contributi raccolti e per la vicinanza a questi fratelli in difficoltà.

Aggiornato al 30 Marzo 2014: Ecco i risultati dell’estrazione: Chi ha vinto??

Aggiornato al 1° marzo 2014

Per gli ultimissimi aggiornamenti vedere articolo di oggi sull’home page, al secondo punto.

Per condividere la divulgazione del progetto abitativo a favore degli ex detenuti:

un'opportunità in più!
locandina esplicativa dell’iniziativa di raccolta sottoscrizioni.

RICORDIAMOCI DELL’APPUNTAMENTO PER L’ESTRAZIONE DEI BIGLIETTI VINCENTI!

Aggiornato al 14 Febbraio 2014

Attualmente, oltre alle due socie che da circa un anno svolgono settimanalmente servizio di catechesi e pastorale liturgica nelle tre diverse sezioni, è stato ottenuto l’inserimento di una terza volontaria (ovviamente anche lei socia) per garantire la presenza costante anche nel caso di impedimento di una delle altre due. Inoltre, dopo aver avuto l’autorizzazione alla fornitura di una chitarra nuova (grazie all’offerta di due soci!), si sta procedendo alla richiesta per l’aggiunta di altri due nominativi preposti all’animazione della Messa festiva, anche in questo caso per garantire la presenza dei volontari in affiancamento e alternativa a quelli della Comunità di Sant’Egidio.

Degli ultimi tempi, poi è il progetto, condiviso all’interno della Consulta Pastorale Carceraria di cui anche Ita Kwe fa parte con un suo rappresentante, di concretizzare un’opportunità abitativa per alcuni che dimostrino buona volontà e capacità di reinserimento sociale, ma che per ovvi motivi si trovano svantaggiati nell’affrontare le varie difficoltà che si presentano in questi casi (parliamo di periodo post-detenzione). Da qui l’idea di far partire una lotteria a premi per “racimolare” un po’ di fondi da destinare a tale scopo, come da ns. articolo relativo: “Un’opportunità in più”, in cui troverete tutti i particolari.

Insomma, alle nostre mani strette in un abbraccio intorno al mondo, se ne uniscono sempre più altre che ci aiutano a non mollare la presa e a dimostrare che l’unione fa la forza!

L'unione fa la forza e tante mani unite lavorano meglio di due!
L’unione fa la forza e tante mani unite tirano meglio di due! (ma bisogna usare bene la testa e non pensare di …. tagliare la corda!!)

Aggiornato al 4 Luglio 2013 

Riportiamo più sotto l’articolo scritto dalla Sig.ra Graziella Merlatti in merito alla celebrazione di consacrazione della famosa cappellina all’interno della Casa Circondariale di Pontedecimo, per la quale ha avuto inizio la collaborazione di Ita Kwe con questa realtà apparentemente isolata ma concreta e ben presente sul territorio. (vedi al n. 15 su DICONO).  Dall’inizio del mese di aprile, con cadenza settimanale, due volontarie di Ita Kwe svolgono servizio per la pastorale liturgica in ognuna delle tre sezioni presenti attualmente, in preparazione all’Eucaristia domenicale, come catechesi e momento d’incontro, affiancando così il servizio del cappellano Don Giacomo Martino e di Suor Maria Grazia Basili.  All’interno della Cappella una detenuta ungherese,  che ha terminato di scontare la pena proprio il giorno precedente alla funzione e che aveva iniziato il cammino di catechesi con le nostre due volontarie, ha realizzato un dipinto raffigurante San Basilide che ha in visione S. Potaniena, la prigioniera cristiana che lo ha spinto alla conversione.

San Basilide martire
San Basilide martire (30 giugno) – protettore della Polizia Penitenziaria –

L’autrice del pezzo di cui  sotto non era al corrente che le volontarie presenti fossero quelle di Ita Kwe, per cui non ha menzionato la nostra associazione, ma le foto che pubblichiamo indicano che eravamo lì e siamo stati ben contenti di aver potuto contribuire al recupero di uno spazio che, apparentemente non importante, può essere il fulcro per l’esito positivo della vita quotidiana in un luogo notoriamente di pena e tristezza.

Una mattinata inusualmente festosa è stata quella di sabato 29 giugno all’interno del carcere di Pontedecimo, dove alle ore 9.00 è giunto il Cardinale – in occasione della memoria di S. Basilide, martire e patrono del corpo di Polizia penitenziaria –  per la dedicazione della cappella ricavata da un locale della villa annessa alla Casa circondariale. Qui ha presieduto la celebrazione della S. Messa per i detenuti e per il personale di vigilanza, presente in forze quest’ultimo.

Ad accogliere l’Arcivescovo, che ha reso omaggio al picchetto d’onore, vi erano il Provveditore Giovanni Salamone, il vicario del Provveditore Maria Milano, il Direttore della C.C. di Pontedecimo Maria Teresa De Gennaro, il Commissario Lorenzo Patti, ufficiali e agenti della Polizia penitenziaria, il Direttore della C.C. di Marassi Mazzeo con il Direttore aggiunto Marré, Sr Maria Grazia Basili fdc e alcune volontarie. Hanno concelebrato i cappellani di Pontedecimo e Marassi, don Giacomo Martino e don Paolo Gatti, ed il segretario arcivescovile don Marco Galli.

Tre i punti toccati nell’omelia dal Card. Angelo Bagnasco: l’inaugurazione della cappella restaurata,  la memoria dell’assistente capo Pietro Tupponi, recentemente e prematuramente scomparso, cui i colleghi hanno voluto dedicarla e la festa di S. Basilide.

29 Giugno 2013 - Consacrazione Cappellina Carcere PonteX
Solennità di San Basilide Martire – consacrazione della cappellina esterna dell’istituto penitenziale di Pontedecimo – Il Cardinal Angelo Bagnasco insieme al Cappellano Don Giacomo Martino, al Provveditore alle carceri, alla Direttrice De Gennaro, alla Dott.sa Milano, al Comandante della Casa Circondariale

– “Il luogo di culto in modo stabile vi invita a venire frequentemente, voi, i vostri colleghi, i vostri amici. C’è da fare una piccola salita, che ci ricorda come la vita è una salita dalla terra al Cielo”, ha esordito il Cardinale. Per vivere bene e senza scontatezza, occorre recuperare cose e persone nella loro anima profonda. La cappella, silenziosa, luminosa, facilmente accessibile, piccola e accogliente, è un luogo di “recupero, di riflessione e di incontro con Lui, rimanda a Dio che è vicino per portare con noi le gioie e i pesi della vita quotidiana”. In questo momento a Genova “l’aculeo della crisi diventa più acuto e penetrante”, “ma diventa sempre più evidente che il primo bene cercato è la compagnia, il non sentirsi soli di fronte al domani”. E per i credenti la presenza del Signore è la prima sorgente di fiducia e di forza, “perché che Egli non ci lascia mai soli”.

Consacrazione Cappella per il personale carcerario

– La memoria “del vostro collega, cui avete voluto dedicare questo luogo di culto, mostra che nel vostro animo regna il senso dell’amicizia, che vivete il lavoro come responsabilità condivisa. Vi auguro che cresca sempre più perché vi aiuta a vivere le vostre responsabilità non piccole potendovi confidare ed affidare gli uni agli altri. Allora tutto diventa più facile e più bello”.

– La vita di questo santo soldato romano che ha dato la vita per non tradire la sua fede ed avere difeso una ragazza carcerata da ripetuti tentativi di violenza, è un esempio da seguire. Riferendosi all’invocazione affrescata accanto all’effigie di S. Basilide – completata pochi giorni fa da una detenuta che proprio ieri è tornata in libertà – ha notato come questo è un grande aiuto alla preghiera. Egli, “esempio di grande dedizione e coraggio nella fede”,  ricorda a tutti che dobbiamo essere meno paurosi nel vivere e testimoniare la fede cristiana. “Grande esempio di onestà, non ha voluto abusare della sua situazione di forza e ha voluto rispettare nella sua dignità umana”.

Da ultimo l’Arcivescovo ha richiamato l’esempio del buon ladrone – in Russia spesso raffigurato come ‘il teologo’ che ha capito più rapidamente di tutti gli altri, all’ultimo momento” la Verità che aveva davanti, anzi accanto a lui. “Ci aiutino S. Basilide ed il “santo teologo” – ha concluso – ad abbracciare con entusiasmo la vita che ci viene incontro perché lì incontriamo il Signore”.

Ringraziamento del Provveditore al termine della cerimonia in Carcere

Al termine della celebrazione il Provveditore Salamone ha richiamato con parole laiche i passi salenti dell’omelia ed ha ringraziato il Cardinale per la presenza, per la celebrazione e per l’insegnamento arricchente che sempre porta”.

Graziella Merlatti

Un po’ di notizie su S. Basilide Martire e Patrono del corpo di Polizia Penitenziaria.

Secondo lo storico Eusebio di Cesarea, durante la persecuzione di Settimio Severo, Basilide era uno dei soldati addetti ad accompagnare i condannati al supplizio. Aveva assistito ad alcune lezioni di Origene, riportandone profonda simpatia per il cristianesimo e i cristiani.

Il giudice Aquila fece arrestare, tra i tanti, anche Potamiena, giovane famosa per la sua bellezza e la sua virtù, che aveva già rifiutato veri pretendenti follemente innamorati. Sottoposta a orribili torture, la vergine restò incrollabile nella fede. Quando il giudice minacciò di abbandonarla alla violenza dei gladiatori, rispose con tanta nobiltà e fierezza da meravigliarlo. Ma la condannò subito a morte, e l’incarico di accompagnarla al supplizio fu affidato al soldato Basilide.

Nel tragitto dal tribunale al luogo del supplizio, mentre la plebaglia insultava pesantemente la donna, Basilide la protesse, dimostrandole compassione e simpatia. Colpita dall’insolito contegno del soldato, Potamiena gli promise che, per contraccambiarlo, avrebbe pregato per la sua salvezza quando fosse giunta al cospetto di Dio. Sopportò poi eroicamente l’atroce martirio: venne, infatti, lentamente cosparsa di pece su tutto il corpo e poi bruciata.

Eusebio aggiunge che insieme alla giovane Potamiena morì anche la madre Marcella. Passarono solo pochi giorni e Basilide seguì l’esempio di Potamiena: durante un processo, invitato dai suoi commilitoni a prestare giuramento, egli rifiutò dichiarandosi cristiano fra lo stupore e l’incredulità di tutti. Poiché persisteva nelle sue affermazioni, fu condotto dinanzi al giudice. Confermati il suo rifiuto e la sua professione di fede, fu gettato in carcere. Ai cristiani che si recavano a visitarlo, Basilide svelò che Potamiena, tre giorni dopo il suo martirio, gli era apparsa di notte e gli aveva posto una corona sul capo, dicendogli che aveva implorato per lui grazia dal Signore, che la sua preghiera era stata esaudita e che fra poco sarebbe venuta a prenderlo. Fu battezzato nella stessa prigione e, il giorno successivo, decapitato (202 ca.). Il Martirologio Romano lo ricorda il 30 giugno.

Con decreto della Sacra Congregazione dei riti del 2 settembre 1948, San Basilide è stato proclamato patrono del Corpo degli Agenti di Custodia, oggi Polizia penitenziaria, che ne celebrano la festa il 30 giugno. L’episodio dell’intercessione di Potamiena presso Dio per Basilide, narrato da Eusebio, costituisce uno dei primi documenti della fede della Chiesa dei primi secoli, riguardo l’intercessione dei santi.

Aggiornato il 3 Marzo 2013 – h 23,45

Mercoledì scorso il consiglio di Ita Kwe ha approvato un nuovo progetto: si tratta  della collaborazione con la Casa Circondariale di Pontedecimo,  affiancando il Cappellano (Don Giacomo Martino), Suor Mariagrazia e le altre realtà di volontariato già presenti e operanti da anni (Comunità di Sant’Egidio e Veneranda Compagnia di Misericordia) nella visita e nell’ascolto ai detenuti. In particolare due socie si incaricheranno della pastorale liturgica per la preparazione delle Messe domenicali. Oltre a questo collaboreremo con la direzione per la fornitura di materiale per piccoli lavori di manutenzione all’interno dell’Istituto stesso, con l’auspicio di poter dare la possibilità anche a chi è recluso di recuperare la propria dignità di uomo o donna che, pur avendo sbagliato, fa parte della società e può ancora trovare il modo di dimostrare le proprie capacità e la volontà di cambiare rotta nella scelta del bene comune.

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