Borse lavoro

Aggiornata al 10 Aprile 2018

Dal 5 e dal 18 Marzo, due tra i ragazzi più meritevoli del corso di informatica, hanno iniziato la loro esperienza di formazione e lavoro grazie alla copertura economica di due borse lavoro rinnovabili, per la durata complessiva di tre mesi. ITA KWE ha già versato il primo mese per ciascuno, compresa la quota di assicurazione INAIL, per l’importo complessivo di € 750,00 tramite la “Cooperativa un’altra storia” che gestisce il Centro di Coronata presso il quale i due giovani,  ancora ospiti al centro di Accoglienza della Rimessa, sono stati inseriti.

Mohammed e Kumunah sono ovviamente molto contenti di questa esperienza e di questa importante opportunità che viene loro data anche grazie ai tanti soci e simpatizzanti della nostra Associazione. Grazie di cuore a chi ha attenzione a questo progetto!

Pagina aperta il 27 Gennaio 2018

Come naturale seguito al progetto di “Alfabetizzazione informatica” per i giovani migranti ospiti del Centro di accoglienza della Rimessa nei pressi di Pontedecimo, è stato approvato il 18 Gennaio scorso il nuovo impegno di Ita Kwe Flavio Quell’Oller Onlus sul territorio.

Il primo passo è stato fatto e ora due tra i giovani più meritevoli potranno essere inseriti per un periodo lavorativo di formazione presso una cooperativa o altro ente idoneo a questo, tramite una borsa lavoro coperta economicamente dalla nostra Associazione. La cifra per ora stanziata è di 4.000,00 euro in totale per tre mesi lavorativi.

Come già annunciato anche sull’Home page in: “Cerchiamo le … buone notizie”,  questa ci sembra davvero una buona notizia! In particolare nel giorno della memoria per la tragedia inflitta dalla furia nazista che portò, con la complicità di molti,  “alla folle eliminazione di ben 15 milioni di esseri umani” tra minoranze etniche e religiose, ebrei, disabili, omosessuali e oppositori di questa ideologia.

Olocausti del genere e ancora peggiori sono stati quelli inflitti dall’uomo europeo negli anni della scoperta e presa di possesso dei territori ora chiamati “America”, con centinaia di milioni di vittime indigene e la defraudazione delle loro proprietà. Olocausti dei secoli seguenti sono stati quelli inflitti nell’era del colonialismo, sempre dall’uomo europeo, alle popolazioni africane con la deportazione in schiavitù di oltre sessanta milioni tra uomini e donne strappati alle loro terre, anche queste sfruttate all’osso. Olocausti dell’ultimo secolo sono quelli causati dal commercio di armi, casualmente prodotti dall’uomo europeo …. residente in Europa o “emigrato in America”, che continuano ad essere coperti ipocritamente ma che sono sotto gli occhi di tutti. Merita una citazione in proposito un film del 1974, di Alberto Sordi: “Finchè c’è guerra c’è speranza”.

Le tragedie umane ci sono state prima e anche in seguito a questi fatti, ma ora non abbiamo più giustificazione per nasconderci dalle responsabilità civili di quello che la storia ci mette davanti. Non possiamo rifiutare aiuto a chi è nel suo diritto di chiederlo. Non possiamo continuare ad ignorare la verità e pensare che chi ora è sbarcato sulla nostra terra sia qui solo per un suo interesse… Non possiamo dimenticare gli enormi interessi dell’Europa, dell’America e dell’Asia sul continente africano. Ancor più dobbiamo sentirci fratelli e solidali con i più sfruttati…